Vivisezione Harlan: la Brambilla chiede liberazione dei 104 macachi

Continua la polemica che ruota intorno alle 900 scimmie comprate dalla ditta Harlan e destinate alla vivisezione. Il primo carico di 104 scimmie era arrivato allo stabilimento di Corazzano (Monza) a fine febbraio. Da allora è in corso un presidio costante davanti lo stabilimento per chiedere la fine di queste “insensate violenze contro gli animali -affermano gli animalisti- che non hanno nessun scopo ai fini della ricerca scientifica”.

Dopo un incursione all’interno dello stabile, avvenuta qualche giorno fa, il presidente della multinazionale, David Broker, aveva assicurato telefonicamente all’ex ministro del turismo Vittoria Brambilla (a capo delle proteste con altri esponenti di 100%animalisti) che non sarebbero arrivate altre scimmie e che quelle già arrivate sarebbero state salvate. Oggi però la Brambilla torna a chiedere maggiori assicurazioni, chiedendo di prendere in consegna 104 scimmie, per poi liberarle o lasciarle in delle oasi protette: “Sono molto soddisfatta di quanto ottenuto anche se Broker chiaramente non poteva decidere da solo. Gli ho comunque ricordato -afferma la Brambilla- quali sono non solo le norme ma il sentimento comune degli italiani verso la vivisezione e, soprattutto, che in Lombardia è in corso di approvazione una legge che vieta sul territorio regionale gli allevamenti di animali destinati alla vivisezione”.
La Brambilla ha poi chiesto che negli stabilimenti della Harlan venga disposto di far entrare i giornalisti per ocumentare cosa avviene. Dopo le nuove richieste David Broker si è preso due settimane di tempo per decidere.

Ricordiamo che ogni anno nel mondo sono 400 milioni gli animali vivisezionati, 1 milione circa solo in Italia.

Ma gli animali non sono usati solo per esperimenti, vivisezioni o test, è di oggi la notizia, diffusa dal giornale francese, Le parisien, della volontà delle autorità cinesi di voler utilizzare cimmie e cinghiali per verificare i livelli di radioattività nei pressi di Fukushima. Gli animali saranno muniti di Gps, contatori Geiger e dosimetri, faranno la stessa fine del conduttore giapponese che mangiò verdure provenienti dalle coltivazioni adiacenti alla centrale per dimostare che non c’era motivo di esser allarmati?

Enrico Ferdinandi

3 marzo 2012

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