Anonymous fa marcia indietro

Il gruppo Anonymous sembra davvero essere più folle che mai! Alcuni membri hanno annunciato alcuni giorni fa in rete (mondo che li vede protagonisti) l’operazione Global Black Out ( taglio mondiale della rete)  per la metà di febbraio. Ma altri membri apparentemente più affidabili hanno reso noto sul social network Twitter che “Global Black Out “ è un’operazione falsa mentre lo stesso gruppo annuncia  in un blog di lanciare attacchi ogni venerdì con l’obiettivo specifico di lanciare questi attacchi contro le imprese del governo corrotto.

Qualche giorno fa le autorità americane avevano accusato il gruppo Anonymous di voler togliere l’elettricità negli Stati Uniti attaccando le infrastrutture di distribuzione. “Ridicolo” rispondono gli Hackers di AnonOps Communications “perché dovremmo preoccuparci dell’elettricità ?” aggiungono. “ Vogliono solo spaventarvi” conclude l’amministratore del sito che si presenta come membro di Anonymous, seriamente intenzionati a vendicarsi nei confronti di Keith Alezander, il patron della Nazional Security Agency (NSA), l’agenzia di informazioni americana incaricata degli ascolti della telecomunicazione. La NSA proverà secondo il gruppo Anonymous di far passare i controversi progetti di legge SOPA e PIPA, che gli concederebbe poteri estesi per il controllo della rete. Le intenzioni del gruppo di Hackers, sono difficile da identificare con esattezza, anche se la maggior parte di essi sembrano indirizzati a colpire le infrastrutture di internet ( i tredici server con il nome di dominio, Radice) con un offensiva di servizio (DDos) non è impossibile che altri intendano seriamente portare al termine il progetto. In special modo dopo che gli esperti in sicurezza informatica hanno giudicato gli Anonymous incapaci di concretizzare le minacce. La provocazione non è certo l’arma migliore per un gruppo di Hackers. Il 31 marzo potrebbe essere dunque una giornata difficile per Internet su scala mondiale, anche se una precedente minaccia di attacco di portata mondiale contro Facebook nel 2011 non ha avuto nessun tipo di riscontro.

Manuel Giannantonio

24 febbraio 2012

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