“L’azienda” prostituzione l’unica senza crisi: Giro d’affari da 54 mln di euro

di Ivan Figurino Gangitano

A vari decenni dalla legge Merlin e dalle case chiusi non si ferma la “l’interesse” degli italiani per la prostituzione, portando in giro d’affari del settore ad almeno 54 milioni di euro l’anno. Almeno a ciò che si evince dallo studio eseguito dall’osservatorio sulle tratte della prostituzione e dell’antiprostituzione  in accordo con le associazioni di volontariato del settore e di tutela delle donne.

    Proprio così, risulta essere l’unico settore che non risente di crisi anzi che denota un incremento costante, una società con filiali e postazioni in ogni città dalla più piccola alla più grande con assistenza 24 ore su 24. Questo dato però risulta forfetario e non completo in quanto non tiene conto della prostituzione in  casa oppure in altri luoghi chiusi, che porta un incasso sicuramente molto elevato almeno pari o poco inferiore al mercato su strada, basta leggere gli annunci pubblicati su ogni rivista o giornale per capire le innumerevoli professioniste che operano nel settore ed il conseguente fatturato.
    Nella stessa indagine si evince che le lucciole che operano in Italia provengono da 60 nazioni diverse, con un’ampia fetta costituita da ragazze dell’est Europa circa il 50% e da nigeriane circa il 20%. Una buona parte di queste ragazze che operano in strada con condizioni igienico – sanitarie inverosimili e con costanti maltrattamenti, violenze e torture vengono rapite e vendute come oggetti nei loro paesi di origine oppure portate in Italia con l’inganno e con la promessa di un lavoro e poi in tutti casi costrette con la violenza a compiere il mestiere più antico del mondo.
    Il settore della prostituzione attesta in incremento esponenziale nonostante i vari stratagemmi messi in campo dei sindaci e dagli amministratori locali in generale, dalle multe per divieto di sosta assegnate ai clienti fermi con le ragazze, alla ghettizzazione delle prostitute, ma nulla può contro un popolo di… “appassionati” del settore.

20 ottobre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook