Rientro a scuola 2026: tra caldo record, caro libri e cattedre scoperte

Il rientro a scuola 2026 scatta ufficialmente in tutta Italia per oltre sette milioni e mezzo di studenti. Tra l’entusiasmo della prima campanella e la solita corsa agli acquisti, il nuovo anno scolastico si apre però in un clima infuocato, in tutti i sensi. A pesare sul ritorno sui banchi ci sono infatti temperature ben oltre la media, un’impennata dei costi per il materiale didattico e le consuete tensioni sulla gestione dell’organico.
Il calendario del rientro a scuola 2026 nelle Regioni
A rompere il ghiaccio è la Provincia autonoma di Bolzano, dove oltre 85 mila studenti tornano in aula per primi. Nei giorni successivi il calendario procede a macchia di leopardo: il 10 settembre si parte con Trento, Valle d’Aosta e Veneto, per poi passare al grosso delle Regioni tra il 14 e il 16 del mese, fino all’ultima campanella che suonerà il 17 settembre in Puglia.
Caldo anomalo nelle aule e le prime deroghe
La vera spina nel fianco di questo rientro a scuola 2026 è il meteo. Con un clima ancora estivo e strutture scolastiche spesso prive di climatizzazione, fare lezione rischia di diventare un’impresa. La situazione ha già spinto alcuni Comuni, come quello di Rosolini in Sicilia, a far slittare l’avvio delle lezioni con un’ordinanza d’emergenza per tutelare gli studenti dal caldo soffocante. Intanto, da Roma alle altre grandi città, presidi e sindacati alzano la voce chiedendo interventi strutturali urgenti: senza condizionatori e con infissi datati, la riapertura dei plessi si trasforma per molti in un avvio col bollino rosso.
Aumento dei costi scolastici e il nodo dei docenti precari
Ai problemi logistici si aggiungono quelli economici. Per le famiglie italiane la spesa per il corredo scolastico e i manuali resta una nota dolente, con stime che sfiorano le 1.300 euro ad alunno e le associazioni dei consumatori che chiedono sgravi fiscali immediati. Sul fronte dell’organizzazione, infine, resta acceso il dibattito tra Ministero e sindacati: se da un lato Viale Trastevere rassicura sulla copertura delle cattedre grazie alle ultime immissioni in ruolo e alle supplenze sul sostegno, dall’altro le sigle del settore denunciano il ricorso ancora massiccio al personale precario per garantire l’avvio delle lezioni.




