Un parco Dragon Ball alle porte di Parigi: la scommessa saudita che agita la Francia

Il terreno di un vecchio fallimento torna d’attualità
C’è un appezzamento a Courdimanche, nel Val-d’Oise, che da oltre trent’anni aspetta un secondo atto. Lì sorgeva Mirapolis, parco a tema dedicato alla letteratura francese aperto nel 1987 e chiuso appena quattro anni dopo per difficoltà finanziarie e scarsa affluenza. Oggi quello stesso sito è tornato al centro delle trattative tra Francia e Arabia Saudita per un progetto di segno completamente diverso: un parco divertimenti ispirato a Dragon Ball, il manga di Akira Toriyama diventato uno dei franchise più riconoscibili a livello globale.
Chi c’è dietro il progetto
A muovere le fila sarebbe Qiddiya Investment Company, la controllata del fondo sovrano saudita Public Investment Fund dedicata a sport, cultura e intrattenimento. Non si tratterebbe di un debutto nel settore: la stessa società sta già costruendo, nei pressi di Riad, un parco Dragon Ball di 500mila metri quadrati, articolato in sette aree tematiche e con una montagna russa avvolta attorno a una replica del drago Shenron alta 70 metri.
Le prime interlocuzioni con Parigi risalgono almeno al vertice Choose France dello scorso giugno, quando i vertici di Qiddiya avrebbero incontrato Emmanuel Macron. Da allora, secondo quanto ricostruito da diverse testate francesi, si sarebbero susseguiti incontri riservati tra l’Eliseo, la regione Île-de-France, i comuni interessati e diverse agenzie di sviluppo del territorio. Nessuna delle parti coinvolte ha confermato ufficialmente i dettagli dell’operazione.
Una cifra ancora provvisoria, un annuncio atteso
L’investimento complessivo, secondo le stime circolate finora, supererebbe il miliardo di euro. Alcune fonti francesi indicano come possibile finestra per un annuncio ufficiale la fine di agosto, in coincidenza con un’eventuale visita a Parigi del principe ereditario Mohammed bin Salman — ma si tratta, appunto, di un’ipotesi non confermata dalle istituzioni coinvolte.
Le resistenze locali
Il progetto, ancora informale, ha già acceso qualche tensione sul territorio: a preoccuparsi sono soprattutto le famiglie nomadi che occupano parte dell’area individuata per il futuro parco, che temono un possibile sgombero legato all’avvio dei lavori.
Il contesto: un mercato già affollato
Se realizzato, il nuovo parco andrebbe a inserirsi in un’area già presidiata da due colossi. Disneyland Paris, a circa ottanta chilometri di distanza, resta il primo polo di intrattenimento d’Europa per fatturato, pur non avendo ancora ammortizzato i 4,2 miliardi di dollari investiti alla sua apertura nel 1992. Poco distante, il Parc Astérix ha annunciato a sua volta un piano di sviluppo da 250 milioni di euro, nel tentativo di scalare la classifica dei parchi più visitati del continente. L’ingresso di un terzo attore, sostenuto dalla capacità di spesa di Riad e dal piano di diversificazione economica Vision 2030, ridisegnerebbe gli equilibri di un settore fino ad oggi dominato da operatori occidentali.




