Il Commonwealth Day a Roma: storie di diplomazia, cooperazione e un futuro da costruire insieme
Come ogni anno, il secondo lunedì di marzo si celebra il Commonwealth Day in tutti i Paesi membri e nei luoghi in cui sono presenti club dedicati. È il caso di Roma, dove ha sede il Commonwealth Club: la capitale ha ospitato un evento speciale per commemorare la ricorrenza. La celebrazione si è svolta nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati ed è stata dedicata a un tema di grande rilevanza: “Sbloccare insieme le opportunità per un Commonwealth prospero”. Un momento di confronto e riflessione sulle prospettive di crescita e collaborazione tra i Paesi della comunità.
Il Commonwealth Day alla Camera dei Deputati
Le porte della Camera dei Deputati a Roma si sono aperte per ospitare la celebrazione annuale del Commonwealth Day, una ricorrenza che riunisce i Paesi del Commonwealth of Nations e le comunità ad esso legate in tutto il mondo. La capitale italiana ospita infatti uno dei club del Commonwealth, il Commonwealth Club of Rome, promotore dell’iniziativa.
L’evento è stato caratterizzato da un intenso confronto politico e diplomatico, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo economico e membri della società civile. La giornata ha rappresentato un momento importante non solo per riflettere sui valori fondanti del Commonwealth e sulle sfide che la comunità internazionale si trova ad affrontare, ma anche per discutere possibili forme di collaborazione con Paesi non membri, come l’Italia.

Programma del Commonwealth Day 2026.
Foto: romeinternational.it
Tra gli interventi più apprezzati quello di Fabio Porta, deputato eletto nella Circoscrizione Estero e presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia–Guyana. Nel suo discorso ha invitato a guardare il Commonwealth da una prospettiva diversa: non come «il residuo di un passato imperiale», ma come «un vero laboratorio di futuro». Porta ha sottolineato il grande potenziale di una comunità che riunisce oltre 56 Paesi e circa 2,5 miliardi di persone, definendola «un laboratorio di un nuovo multilateralismo democratico».
Diplomazia e cooperazione per le sfide globali
Durante l’incontro è stata ribadita l’importanza della collaborazione tra Stati membri e partner esterni, come l’Italia, considerata un “partner naturale” grazie ai valori condivisi e all’impegno comune su temi globali quali sostenibilità, disuguaglianze economiche e cambiamenti climatici. Una visione condivisa anche da Gianni Lattanzio, segretario generale dell’Istituto per la Cooperazione con i Paesi Esteri, e da Edward Mura, presidente del Commonwealth Club of Rome, che hanno evidenziato la necessità di rafforzare i rapporti tra l’Italia e i Paesi del Commonwealth.
All’evento hanno preso parte anche numerosi rappresentanti diplomatici, tra cui Ayike Margaret, deputy head of mission dell’Ambasciata del Camerun, Assorow Ben, ambasciatore del Ghana presso la Santa Sede, Mashao Mmathari, deputy head of mission dell’Ambasciata del Sudafrica, e Rodrigo Satya, ambasciatore dello Sri Lanka.
Nel corso della giornata si è discusso anche delle opportunità economiche e associative, evidenziando il possibile ruolo strategico dell’Italia nel rafforzamento dei rapporti commerciali con i Paesi del Commonwealth. In questo contesto è stato citato anche l’evento Expo Sri Lanka 2026, considerato un’importante occasione per ampliare la presenza italiana nell’area indo-pacifica.

Foto: gazzettadiplomatica.it
Sebbene a distanza, Carlo III ha partecipato simbolicamente alla celebrazione attraverso la lettura del tradizionale Commonwealth Message, nel quale sono stati ribaditi i pilastri fondamentali della comunità, tra cui diritti umani, democrazia e stato di diritto.
La cerimonia si è conclusa con un momento di dibattito e confronto sulle prospettive future di una collaborazione sempre più stretta tra l’Italia e il Commonwealth, con l’obiettivo di costruire un sistema internazionale più responsabile, equo e cooperativo.




