Codice Unico Tributario: un progetto storico. La stesura a partire da settembre

Codice Unico Tributario: un progetto storico. La stesura a partire da settembre
Fonte immagine: freepik. Editing: g2r

Parte da Assoholding, Associazione di categoria delle Holding, l’iniziativa di redigere un Codice Unico Tributario. Il progetto, decisamente ambizioso, sarà un momento di cesura per la storia del diritto. Ne abbiamo parlato direttamente con l’ideatore del progetto, Gaetano De Vito, presidente e fondatore di Assoholding.

La stesura di un Codice Unico Tributario porta con sé inevitabili vantaggi. Potrebbe enuclearne i principali e più importanti?

Siamo in attesa di una vera riforma tributari da oltre 40 anni. Tutte le numerose iniziative, anche meritevoli, hanno finora generato molte complicazioni e stratificazioni a causa del mancato coordinamento delle norme precedenti con quelle successive. Ripartire con un testo unico che assembli in modo coerente le norme vigenti rappresenta, sotto il profilo scientifico della redazione di testi legislativi, il miglior percorso possibile per poter sostituire le vecchie norme con nuove coordinate e armonizzate.

Gaetano De Vito, Presidente di Assoholding

Vincere la stratificazione pluridecennale delle norme è decisamente un’idea ambiziosa. La ragione che motiva il progetto possiamo intuirla, ma dove e soprattutto da chi nasce?

L’idea parte da molte realtà associative e professionali. Tuttavia con Assoholding siamo fermamente convinti che prima di inserire norme nuove e moderne – come tutti auspicano – vada generato il miglior contenitore possibile, rappresentato appunto da un testo legislativo che assembli in modo coerente le norme vigenti eliminando quelle abrogate e quelle dichiarate anticostituzionali.

È ambiziosa certo, ma al tempo stesso non impossibile da realizzare. Chi si occuperà del lavoro concreto di raccolta e sistematizzazione?

Il lavoro di raccolta e sistematizzazione non è affatto banale e richiede molto impegno. Sono perfettamente d’accordo con lei. Tuttavia con gli strumenti informatici oggi il lavoro non sembra insormontabile. Sarà anche una dimostrazione che un lavoro complicato si può fare anche in tempi difficili come questo e senza invasioni di tipo politico.

A quando il via ai lavori?

I lavori inizieranno rigorosamente il 1° settembre 2020.

Possiamo dire che redigere un Codice Unico Tributario significa portare avanti un progetto che avrà un duplice riscontro: da un lato ha il potenziale per entrare nella storia del diritto e dall’altro la capacità di cambiare notevolmente il lavoro dei professionisti. Come si sente di commentare questo doppio risvolto del lavoro?

Noi siamo fermamente convinti che il percorso dovrà essere condiviso non solo dalle associazioni di categoria dal mondo imprenditoriale e dai professionisti ma anche dai sindacati e dai consumatori. Ma questo sarà rappresentato da una seconda fase dove dovranno entrare deleghe governative e pertanto la politica. Ma la politica sana e determinata nel far crescere e modernizzare il nostro paese anche sotto il profilo dell’imposizione fiscale.

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