In Italia 9 vittime al giorno, l’omicidio stradale è una piaga sociale

In Italia 9 vittime al giorno, l’omicidio stradale è una piaga sociale

Non occorre cercare troppo, basta guardare un notiziario, sfogliare le prime pagine di un quotidiano locale per trovarsi di fronte ad uno dei numerosi casi di omicidio stradale che quotidianamente si registrano sulle strade italiane. Nei giorni scorsi a Napoli, un ragazzo di 24 anni ha investito tre ciclisti uccidendone uno senza prestare soccorso, una situazione analoga a quella di qualche giorno prima a Verona dove un ventenne è stato arrestato perché in stato di ebbrezza ha travolto  un pedone e si è dato alla fuga. 

I dati statistici sull’omicidio stradale in Italia sono allarmanti e documentano un numero di incidenti che cresce di anno in anno trascinando con sé pesanti costi sociali e sofferenze per migliaia di famiglie. 

Nel 2017 le vittime sono state 3378 e i feriti 174.000 per una spesa totale di gestione dei sinistri di circa 19,3 miliardi di euro a carico dello Stato. Facendo una media, ogni giorno sono 9 le vittime di omicidio stradale che si contano sulle nostre strade. A questo drammatico bilancio numerico si aggiunge l’aggravante della frequente fuga senza prestare soccorso che – vedi i casi sopra citati – fotografa una doppia tragedia umana. 

Come ci ha spiegato l’avvocato Piergiorgio Assumma – esperto in omicidi stradali, docente all’Accademia della Guardia di Finanza e presso l’istituto per Ispettori della Polizia di Stato – le vittime aumentano nonostante entro il 2020, l’Italia si sia impegnata a dimezzare questo sanguinoso trend aderendo al “Programma Europeo di azione per la sicurezza stradale 2011-2020”. 

La maggior concentrazione di morti per incidenti stradali si registra in estate, in particolare nel mese di luglio quando le persone per le vacanza si spostano di più. Tra le principali cause c’è la distrazione legata all’uso del cellulare – in media uno sguardo di 3 secondi al telefono equivale a percorrere almeno 70 metri alla cieca – l’eccesso di velocità e la guida sotto effetto di alcool o droghe. 

Per verificare se il conducente guidava in stato di ebbrezza, l’avvocato Assumma anche in qualità di presidente dell’Onvos – Osservatorio nazionale per la tutela delle vittime di omicidio stradale – sta portando avanti una proposta di riforma del codice di procedura penale che preveda un prelievo coattivo del sangue del guidatore. Per quanto riguarda il difficile percorso da affrontare dopo un incidente, l’Onvos si impegna ad aiutare le famiglie delle vittime e le persone che hanno subito gravi lesioni rendendole consapevoli dei loro diritti e occupandosi anche della loro tutela psicologica (http://www.onvos.it).

Ora più che mai è il caso di ricordare il motto “quando guidi, guida e basta” così semplice ma così difficile da abbracciare fino in fondo all’epoca del multitasking e del dominio dello smartphone.

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