Diana Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale

“A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del CONI, della sua Giunta, della FIGC e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione.”
Con questo comunicato stampa, Diana Bianchedi, ex schermitrice italiana, ha dichiarato di aver lasciato l’incarico assegnatole lo scorso agosto nella nazionale di calcio italiana. Ma facciamo un passo indietro.
Che cosa è accaduto?
La polemica è scattata martedì, quando la giunta del CONI ha votato all’unanimità per il commissariamento della FIPE (Federazione italiana pesistica). La Bianchedi, che è anche vicepresidente del CONI, ha espresso alcune perplessità in merito insieme all’altro vice, Marco Di Paola.
Tanto è bastato perché il ministro Andrea Abodi ne mettesse in dubbio l’appoggio al comitato in un’intervista a Sky Sport:
“Il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta.”
Per questa ragione, il 30 settembre 2026, la Bianchedi ha comunicato la propria decisione tramite la missiva di cui sopra.
Chi è Diana Bianchedi
Classe 1969 ed ex schermitrice con due ori alle spalle, Diana Bianchedi è stata nominata capo delegazione della nazionale il 9 agosto di quest’anno.
Una decisione questa, accolta anche con una certa perplessità data la mancanza di esperienza di Bianchedi nel mondo del pallone, presa dal presidente del FIGC Gianni Malagò.
Lo stesso Malagò ha preso le difese di Bianchedi, definendo le parole di Abodi “non convenzionali, sgrammaticate e fuori luogo.”
Bianchedi ha inoltre motivato la propria decisione con la volontà di non esporre la Nazionale a inutili polemiche:
“Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano.”




