Abolizione del bollo auto, approvato lo stop dal 2027

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al provvedimento che punta a cancellare in via definitiva una delle imposte sulla proprietà più invise ai contribuenti. La misura si traduce in un risparmio diretto per le famiglie, alleggerendo la pressione fiscale sui veicoli utilizzati quotidianamente per gli spostamenti di tutti i giorni.
A chi spetta l’esenzione e quali veicoli rientrano
L’intervento punta a coprire circa sette mezzi su dieci attualmente in circolazione. L’agevolazione è riservata ai possessori di veicoli di potenza contenuta, con la soglia fissata per le vetture fino a 80 kW (valore indicato nel campo P.2 del libretto, dove per le motorizzazioni ibride fa fede unicamente il motore termico).
Rientrano nel taglio le citycar, le utilitarie e i piccoli crossover come Panda, 500 Hybrid, Yaris, Polo, Clio o Dacia Sandero. Restano invece escluse le berline di grande cilindrata, i SUV di fascia alta e i modelli sportivi.
Moto, ciclomotori e la regola del mezzo unico
Per quanto riguarda moto e ciclomotori, la misura si applica alla quasi totalità delle due ruote senza limiti di potenza. Vale tuttavia la regola del mezzo unico: ogni cittadino può usufruire dell’esenzione per un solo veicolo.
Chi possiede più auto o moto otterrà lo sconto esclusivamente sul mezzo di potenza inferiore. Il beneficio per l’automobile non è inoltre cumulabile con quello per la moto se entrambi sono intestati alla stessa persona.
Risorse dal Pnrr e novità sul frontale del gasolio
Per far quadrare i conti di questa operazione servono circa 2,3 miliardi di euro. Il governo recupererà la cifra attingendo ai fondi del Pnrr rimasti inutilizzati e privi di vincoli europei, garantendo così la tenuta dei bilanci regionali.
La misura viaggia di pari passo con la revisione degli interventi sul carburante. Gli aiuti sulle accise del gasolio passano dai 17 centesimi precedenti a 12,2 centesimi al litro, con una successiva riduzione prevista nei periodi a seguire. L’obiettivo dichiarato da Palazzo Chigi è convertire i sostegni provvisori in un’agevolazione permanente per chi utilizza il mezzo quotidianamente, ricalcando l’approccio già adottato per l’imposta sulla prima casa.




