Il 12 agosto la Spagna si prepara al buio: torna l’eclissi totale di Sole
Il 12 agosto, in pieno pomeriggio, il cielo sopra buona parte della Spagna si scurirà per un paio di minuti. È dal 1999 – quando la fascia di totalità attraversò il continente dalla Cornovaglia ai Balcani – che l’Europa occidentale non assisteva a un’eclissi solare totale di questa portata, e non stupisce che il paese si prepari a un afflusso enorme di turisti, fotografi e appassionati di astronomia.
Il percorso dell’ombra lunare comincia molto lontano dalla Spagna: nell’Artico russo. Da lì attraversa l’Oceano Artico, sfiora la Groenlandia orientale, taglia l’Islanda e punta verso sud sopra l’Atlantico. Solo nell’ultimo tratto raggiunge l’Europa continentale, entrando nella Penisola iberica da ovest: taglia in diagonale il nord della Spagna, sfiora un lembo di Portogallo nord-orientale e finisce la sua corsa sopra le Baleari.
Quasi quattro spagnoli su dieci si troveranno dentro questa fascia. Ne fanno parte città come La Coruña, Bilbao, Saragozza e Valencia; Madrid e Barcellona restano appena fuori, e dovranno accontentarsi della fase parziale. Il buio durerà più a lungo tra le province di Burgos e Soria, poco meno di due minuti – un tempo breve, ma che vale la pena inseguire: perché la stessa porzione di territorio torni a trovarsi sotto un’eclissi totale possono passare in media oltre tre secoli.
L’astronomia segue un calendario prevedibile fin nei minimi dettagli. Organizzare l’accoglienza per milioni di persone, molto meno. Lo scorso aprile migliaia di spagnoli hanno partecipato a una sorta di prova generale, scegliendo in anticipo da dove osservare il fenomeno e controllando che alberi o edifici non rovinassero la visuale. A coordinare i preparativi su scala nazionale è una commissione istituita a luglio, che mette insieme tredici ministeri – tra cui Interno, Difesa, Trasporti e Turismo – e le comunità autonome coinvolte.
I tempi, però, non sono stati uguali ovunque. Catalogna e Navarra avevano piani e aree di osservazione pronti già da mesi; altre regioni si sono attivate più tardi. La Castiglia e León, che pure è una delle zone migliori da cui guardare l’eclissi, ha pubblicato la mappa ufficiale dei punti di osservazione solo a inizio giugno.
Il nodo principale è gestire code di persone in territori spesso rurali e poco attrezzati: traffico, acqua potabile, bagni, raccolta rifiuti, assistenza sanitaria. Ad agosto si aggiunge il rischio incendi, con le campagne già secche per il caldo. E la notte tra il 12 e il 13 sarà anche una delle migliori dell’anno per le Perseidi: non è escluso che chi arriva per l’eclissi decida di fermarsi fino a notte fonda, allungando la pressione su strade e servizi.
I “cacciatori di eclissi” – gli appassionati che si spostano da un continente all’altro pur di non perdersi questi eventi – hanno il 12 agosto segnato in agenda da anni, e c’è chi ha prenotato l’alloggio con tre anni di anticipo. Il problema, per chi segue l’organizzazione da vicino, riguarda semmai chi deciderà di partire all’ultimo, senza aver prenotato nulla.
Per il turismo delle zone interne, comunque, resta un’occasione più unica che rara: pochi minuti capaci di portare l’attenzione internazionale su paesi che normalmente restano fuori dalle rotte più battute.
In Italia l’eclissi resterà parziale, visibile in una finestra piuttosto stretta, tra le 19:30 e le 20:40, con il Sole già basso sull’orizzonte. Il Nord-Ovest sarà la zona più favorita, con la Luna che coprirà oltre il 90% del disco solare; scendendo verso sud-est l’oscuramento si riduce – a Roma intorno al 75%, a Napoli poco sopra il 50% – fino a farsi piuttosto marginale al Sud e sulle isole maggiori. Fa eccezione la Sardegna, che per la sua posizione più occidentale vedrà una fase più avanzata rispetto al resto del Mezzogiorno.
Proprio perché il Sole sarà basso, osservarlo dall’Italia richiede qualche attenzione in più: un punto con l’orizzonte libero verso ovest o nord-ovest, una costa aperta sul mare o un’altura senza rilievi più alti nella stessa direzione. E servono comunque occhiali con filtro certificato per il Sole: anche attenuato dal tramonto, guardarlo a occhio nudo resta pericoloso.
Chi si perde l’appuntamento del 12 agosto avrà altre due occasioni nei prossimi anni. Il 2 agosto 2027 un’eclissi totale toccherà il sud dell’Andalusia – dall’Italia sarà quasi totale in Sicilia e nell’estremo sud della Calabria, totale nel tratto di mare a sud di Lampedusa. Il 26 gennaio 2028, sempre nel sud-est spagnolo, toccherà invece a un’eclissi anulare, con la Luna troppo lontana per coprire del tutto il Sole e un sottile anello di luce che resterà visibile intorno al disco lunare.




