Nik Storonky, fondatore di Revolut, citato in giudizio
Nik Storonsky, cofondatore e amministratore delegato di Revolut, è stato citato in giudizio a Londra da una società di intermediazione specializzata nella compravendita di grandi yacht. Al centro della controversia c’è l’acquisto di Nixie, un superyacht di 102,4 metri costruito dal cantiere tedesco Lürssen e valutato circa 350 milioni di euro.
Cecil Wright & Partners sostiene di avere contribuito in modo determinante alla conclusione dell’operazione e chiede il pagamento di una commissione pari al 5 per cento del valore dello yacht, corrispondente a 17,5 milioni di euro. La causa è stata depositata presso l’Alta Corte di Londra, ma le accuse dovranno essere valutate nel corso del procedimento e, al momento, non è stata emessa alcuna decisione. Secondo quanto riportato negli atti citati dalla stampa britannica, nell’ottobre del 2024 un consulente del family office di Storonsky avrebbe contattato la società di brokeraggio per valutare la costruzione di un nuovo yacht. L’anno seguente sarebbe stata manifestata anche la necessità di trovare un’imbarcazione già disponibile o vicina alla consegna, da utilizzare nell’attesa.
Il broker avrebbe quindi segnalato un 102 metri allora in costruzione presso Lürssen, introducendo il potenziale compratore allo yacht e seguendo le prime fasi della trattativa. Nel gennaio del 2026, tuttavia, Cecil Wright sarebbe stato informato che Storonsky aveva acquistato direttamente l’imbarcazione dal venditore, l’imprenditore canadese ed ex giocatore di hockey Patrick Dovigi. La società di intermediazione sostiene di essere stata la “causa effettiva” della compravendita e rivendica quindi il diritto alla commissione, anche se l’accordo finale sarebbe stato concluso senza la sua partecipazione. La difesa di Storonsky ha respinto questa ricostruzione: un portavoce del suo family office ha definito la richiesta priva di fondamento e ha annunciato che sarà contestata nelle sedi competenti.
Il punto centrale del procedimento non riguarda quindi il valore o la proprietà dello yacht, ma il ruolo svolto dal broker nella trattativa. Cecil Wright & Partners dovrà dimostrare che il proprio intervento è stato determinante per mettere in contatto le parti e rendere possibile la vendita, ottenendo così il diritto alla commissione richiesta. La controparte potrà invece contestare l’esistenza, la validità o l’estensione dell’incarico di intermediazione e sostenere che la compravendita diretta sia stata conclusa indipendentemente dal lavoro svolto dal broker.
Con una richiesta da 17,5 milioni di euro, il caso porta all’attenzione il peso economico delle commissioni applicate nel mercato dei grandi yacht. Su operazioni da centinaia di milioni di euro, anche una percentuale apparentemente ordinaria può trasformarsi in una somma considerevole e diventare oggetto di un lungo confronto giudiziario.




