Ankara punta sui fondali, il Murat Reis e la corsa all’autonomia militare
Si è mosso per la prima volta tra le onde il S-332 Murat Reis, e con quel battesimo del mare la Turchia compie un altro passo dentro un’ambizione coltivata da anni, quella di costruirsi in casa una flotta subacquea di livello europeo. L’unità è il terzo sottomarino della classe Reis, ovvero il Type 214TN progettato dalla tedesca Thyssenkrupp Marine Systems, una piattaforma a propulsione diesel-elettrica dotata di un avanzato sistema indipendente dall’aria con celle a combustibile a membrana polimerica. Dietro la sigla tecnica c’è una macchina da guerra di tutto rispetto. Il Murat Reis disloca circa 2.000 tonnellate in immersione, misura attorno ai 68 metri di lunghezza per 6,30 di diametro, imbarca un equipaggio di 27 marinai e raggiunge i 10 nodi in superficie e i 20 in immersione, con un’autonomia di 12.000 miglia nautiche a velocità di crociera. Numeri che lo collocano tra i battelli convenzionali più capaci del Mediterraneo, capaci di restare a lungo immersi grazie al sistema AIP che riduce drasticamente la necessità di emergere. L’armamento conferma la stazza tecnologica del progetto. A bordo trovano posto otto lanciasiluri da 533 millimetri per un massimo di quattordici tra siluri pesanti Akya di Roketsan o Mk46 e missili antinave Sub Harpoon, oltre a versioni prodotte localmente. Il vero salto, però, riguarda l’elettronica e la sovranità industriale, terreno su cui Ankara investe da tempo per emanciparsi dalle forniture straniere. Il battello monta il sistema di gestione del combattimento HAVELSAN Advent, che fonde i dati di sonar a scafo, laterali e trainato con quelli di radar e periscopi per offrire all’equipaggio una visione tattica completa, mentre la guerra elettronica è affidata al sistema ASELSAN ARES-2N e la difesa antisiluro al Zargana, che lancia esche e disturbatori calcolando la manovra di evasione ottimale. Aselsan, Havelsan e Roketsan, i grandi nomi del comparto militare turco, firmano così buona parte dei sistemi imbarcati, segnale di una filiera ormai matura. Vale la pena ricordare da dove arriva questo programma, ribattezzato YTDP o Reis. Tutto era cominciato nel 2021 con la messa in acqua del capoclasse Piri Reis all’arsenale di Gölcük, in un piano che prevede sei battelli costruiti in Turchia con assistenza e trasferimento tecnologico tedeschi, l’obiettivo dichiarato di limitare la dipendenza estera per sistemi complessi come i sottomarini. Adesso la rotta è tracciata. Varato alla fine di maggio del 2025, il Murat Reis entrerà in servizio nel corso di quest’anno una volta concluse le prove, mentre il completamento dell’intero programma è atteso per il 2027. Per la Marina di Ankara è la conferma di una crescita silenziosa e costante, destinata a pesare sugli equilibri navali del Mediterraneo orientale.




