Dal traffico al battello: Roma sogna di remare sul Tevere
Chi vive a Roma lo sa: il Tevere è sempre stato più guardato che vissuto. Lo attraversiamo in macchina, lo costeggiamo distratti, lo vediamo gonfiarsi nei giorni di pioggia e svuotarsi d’estate. Ma ora la Regione Lazio sembra voler cambiare questa storia. L’idea è quella di rendere il Tevere davvero navigabile, trasformandolo da cornice a protagonista della città. Il progetto è ambizioso: si parla di un sistema di tratte fluviali tra Ponte Sisto e Ostia, passando per i punti strategici della Capitale. Non una crociera stile Danubio, ma una navigazione “leggera”: barche elettriche, turismo slow, approdi nei luoghi più iconici.
In pratica, una Roma vista dall’acqua — e non solo dall’asfalto. Ma non basta mettere due pontili e qualche barca per cambiare la storia; il fiume ha bisogno di lavori seri. Dragaggi per mantenere il fondo navigabile, sistemazione delle sponde, passaggi sicuri sotto i ponti storici, gestione delle piene e, soprattutto, una regia unica. E qui comincia la vera sfida: Regione, Comune di Roma, Fiumicino, Autorità di Bacino, Ministeri vari.
Coordinare tutto questo non sarà esattamente una passeggiata, ridotta semplicisticamente a quell’utopia di Carlo Verdone in “Gallo Cedrone”. Naturalmente ci sono anche i soldi. Si parla di investimenti milionari, forse legati a fondi europei. Ma a Roma, si sa, tra annuncio e realizzazione spesso ci passa più tempo che tra una piena e l’altra del Tevere. Eppure, se il piano funzionasse, avrebbe senso ecologico e turistico: riporterebbe vita lungo il fiume, darebbe nuova linfa a Ostia e creerebbe un collegamento alternativo con il mare. La parte più interessante è che questa volta si parla di navigazione pensata per durare, non del solito progetto “vetrina”.
Se le istituzioni riuscissero davvero a coordinarsi, Roma potrebbe vivere il Tevere come Parigi – nonostante tutto – vive la Senna. Un pensiero va poi inevitabilmente al martoriato popolo romano: se tutto va bene, un giorno potremmo prendere un battello da Ponte della Musica e arrivare a Ostia senza affrontare il Grande Raccordo Anulare. Per i romani, più che un sogno ecologico, sarebbe una rivoluzione spirituale. Insomma, l’idea c’è, le potenzialità pure. Il rischio, però, è che resti un bellissimo rendering in conferenza stampa. Ma se davvero Roma rimettesse il Tevere al centro della vita urbana, non solo delle foto sui social, allora sì che potremmo dire di aver fatto pace con il nostro fiume.




