Gli agostiniani di Roma: viaggio tra i confratelli di Papa Leone XIV
Lo scorso 8 maggio, in occasione della fumata bianca che ha eletto come successore di San Pietro il cardinale statunitense Robert Francis Prevost, tra le innumerevoli Chiese di Roma ce n’era una che gioiva più delle altre: la Basilica di Sant’Agostino.
Il giubilo della comunità agostiniana, oltre a quello proprio di ogni cattolico per l’elezione del nuovo Santo Padre, derivava dall’essere questi “un figlio di Sant’Agostino”, come lui stesso ha detto nel suo primissimo discorso da Pontefice. Si tratta del primo pontefice agostiniano, e dunque non si sono fatte attendere le parole gioiose ma misurate del priore della comunità agostiniana a Roma, Padre Pasquale Cormio, che ha commentato l’accaduto come “un dono non solo per il nostro Ordine ma per tutta la Chiesa”.
Il forte legame che intercorre tra Papa Leone XIV e la comunità romana si è mostrato con ancora più evidenza quando, a cinque giorni dalla sua elezione, Prevost ha scelto di ritornare alle radici con una visita riservata agli agostiniani di via Paolo VI, dove ha celebrato messa e condiviso un pranzo con i suoi confratelli. Con l’occasione il Santo Padre ha fatto visita anche al Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, fucina di studi sulla spiritualità e la teologia dei Padri della Chiesa, in particolare di Sant’Agostino: un centro accademico d’eccellenza frequentato studiosi di tutto il mondo.
Il legame tra Leone XIV e la comunità agostiniana di Roma è profondo e personale, non si tratta infatti della semplice appartenenza a uno stesso ordine, bensì di una realtà vissuta quotidianamente per anni dall’attuale Papa. “Nel 2006 – ricorda Padre Cormio parlando di Prevost – fu presente alla mia ordinazione sacerdotale a Trani. Viaggiò tutta la notte per esserci. Un gesto che non dimenticherò mai”. “Siamo entusiasti e capiamo il peso di questo impegno per il nostro confratello che ora è Papa Leone XIV” ha dichiarato ancora padre Cormio, “ricorderemo sempre la sua attenzione verso le persone, la sua capacità di ascolto, il dialogo”.
L’attuale priore ha poi ricordato come il 28 agosto del 2013, nel giorno di Sant’Agostino, Padre Prevost – al tempo era lui il priore generale – invitò Papa Francesco a tenere un’udienza per tutti i religiosi agostiniani convenuti a Roma, e lo stesso Francesco addirittura celebrò una messa per l’Ordine. In occasione di quel capitolo, padre Prevost lasciò dopo due mandati il ruolo di priore generale (era in carica a Roma dal 2001), per fare ritorno in America.
Oggi la comunità religiosa nel segno di Sant’Agostino rappresenta una meta di pellegrinaggio popolare, infatti la presenza agostiniana a Roma è assai diffusa: si parte dalla storica chiesa di Piazza del Popolo, dove l’Ordine fu unificato nel 1256, arrivando fino alla periferica Comunità di Santa Rita a Tor Bella Monaca, la quale assiste centinaia di famiglie a mezzo della Caritas. Nel frattempo, nei pressi dell’Aventino, più precisamente nella chiesa di Santa Prisca, opera ancora padre Luciano De Micheli, stretto collaboratore di Prevost; e ancora, al Collegio di Santa Monica vivono e studiano i seminaristi, mentre nella parrocchia di Sant’Anna, dentro le mura vaticane, vivono frati che seguono la regola agostiniana.
Persino nell’Archivio Apostolico Vaticano il prefetto è un agostiniano. E come dimenticare infine a Genazzano il Santuario della Madonna della Consolazione, che, oltre a continuare ad attirare pellegrini da tutto il mondo, ha attirato a sé anche la prima “uscita ufficiale” di Papa Leone XIV.
In questi giorni più che mai, la basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio continua ad accogliere fedeli, speranze e preghiere. Da qui, il cuore dell’Ordine pulsa più forte che mai, guidato dallo spirito di Agostino e dallo sguardo del primo Papa agostiniano della storia.




