Rome Technopole avanza, sede operativa a febbraio 2026
Il programma per la costruzione della sede di Rome Technopole sta accelerando, in seguito alla concessione del diritto di superficie dell’area di Pietralata. La sede sarà operativa da febbraio 2026. Per di più, sono già stati reclutati 315 ricercatori ex novo e si prevede il raggiungimento di 1121 unità.
La mission di Rome Technopole
Il progetto Rome Technopole, con al vertice la direttrice Sabrina Saccomandi, ha come principale scopo la creazione di un ecosistema regionale dell’innovazione, che abbia come cuore pulsante il Lazio.
Tre sono i macro-obiettivi del programma: riposizionare le realtà industriali tramite l’adeguamento al know-how tecnologico d’eccellenza; rendere il Lazio una “grande regione europea dell’innovazione”; guidare la regione verso mercati di interesse strategico.

Questo è quanto illustrato dall’Università La Sapienza di Roma, la cui Rettrice, Antonella Polimeni, è attualmente a capo della Fondazione Rome Technopole.
Gli ambiti di interesse del progetto sono la transizione energetica, la transizione digitale, salute e biopharma. Su alcuni aspetti si sta già lavorando: decarbonizzazione, dispositivi medici e non-medici per la salute, aerospazio, digitalizzazione nella ricerca sulle nuove fonti energetiche verdi e intelligenza artificiale.

Le cifre di Rome Technopole
Dei 110 milioni di euro ricevuti dal Pnrr, 11 milioni verranno adoperati per la realizzazione del primo lotto della sede di Pietralata, che occuperà un’area di 2.300 metri quadri.
Dopodiché, i 25 milioni dalla Regione Lazio andranno al secondo lotto, composto da due edifici e per una superficie totale di 5.300 metri quadri.
Saranno poi ben 9 le università e 30 imprese partner, che collaboreranno con il progetto.
Tutte queste cifre dimostrano il perché, parlando di Rome Technopole, si utilizzi il termine ecosistema: un vero e proprio spazio vivente, fatto di menti e strutture in sinergia, con a cuore l’obiettivo comune del progresso.




