Paese Sera, storia di un quotidiano

Che cos’hanno in comune Gianni Rodari, Norberto Bobbio, Umberto Eco, Tullio De Mauro, Edoardo Sanguinetti, Maurizio Costanzo, Aldo Biscardi, Michela Murgia e Vauro? Tutti, in momenti storici e periodi diversi, hanno preso parte alla pubblicazione del quotidiano “Paese Sera” in veste di redattori, giornalisti o fumettisti.
Piccola curiosità: Maurizio Costanzo e Aldo Biscardi, noti in tempi più recenti per la propria carriera in televisione, condivisero parte della loro carriera giornalistica in “Paese Sera”. Per entrambi, un anno importante fu il 1956 quando iniziarono a collaborare a questo giornale, che per Maurizio Costanzo rappresentò, a diciott’anni, l’inizio della propria carriera come cronista, mentre per Biscardi, che in passato aveva lavorato nel quotidiano Il Mattino, fu l’inizio di una nuova avventura prima da giornalista e poi da caporedattore delle pagine sportive. Biscardi prese il posto di Antonio Ghirelli.
La storia
“Il Paese Sera” fu un quotidiano che scrisse una piccola parte della storia del giornalismo italiano. Il giornale, con sede a Roma, vide la pubblicazione della prima edizione il 6 dicembre 1949. In particolare, il giornale nacque come edizione pomeridiana del più noto “Il Paese” del quale, con il tempo ne prese poi l’eredità. “Il Paese” infatti fu un quotidiano che appartenne al Partito Comunista, nato con la volontà di far concorrenza a “Il Messaggero” e a “ Il Tempo” di stampo liberale e conservatore. “Il Paese” vide una prima chiusura nel 1925 con il regime fascista. Il giornale riaprì poi nel 1948 quando riuscì a riprendere il proprio corso. A quel tempo, il giornale pubblicava nella giornata sei diverse edizioni, sempre aggiornate, fra cui anche Paese Sera.
Paese Sera si attestò fra il pubblico per la propria capacità di parlare ai ceti sociali, di trattare in particolare di cronaca nera sempre con una grande attenzione verso l’aspetto sociale. Il giornale inoltre era attento anche ai temi della cronaca rosa. Pur appartenendo al Partito Comunista, non sempre ne fu in linea. Paese Sera, il cui primo direttore fu Tomaso Smith, visse il suo periodo di massimo splendore nel 1963 quando soppiantò completamente il fratello maggiore e furono aperte altre redazioni a Milano, Bologna e Firenze che andarono ad affiancare quella originale di Roma. Lo splendore non durò però a lungo poiché, attorno al 1980, quando iniziarono a sorgere altri prestigiosi quotidiani, l’editore legato al Partito Comunista lasciò e tre anni dopo furono licenziati anche i giornalisti.
Ne seguì un periodo di proteste, dove giornalisti e tipografi riuscirono ad essere ricevuti dal presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Successivamente, il giornale rinacque con qualche pubblicazione grazie alle sottoscrizioni dei lettori e alla creazione di una cooperativa formata da alcuni lavoratori. Nel 1994 le pubblicazioni cessarono definitivamente. Successivamente, dal 2000 in poi, in diversi momenti, venne ritentato il rilancio del quotidiano, l’ultima sette anni fa, nel 2019.




