Kiev e Mosca nella Storia: il legame e lo scisma
Nel suo libro Kiev e Mosca nella Storia. Amarezza e ricordi di un diplomatico pro tempore, Pietro Giuseppe Frè tratta la storia delle due città, dalla loro nascita alla guerra odierna.
L’opera presenta una duplice chiave di lettura: dopo una prima ricostruzione storica, segue un vero e proprio diario di bordo – che abbraccia un periodo di otto anni – dell’autore, in qualità di diplomatico pro tempore presso l’Ambasciata d’Italia a Mosca.
Questo approccio ha come scopo quello di rispondere alla domanda centrale di tutto il contributo: cosa lega Kiev e Mosca? O piuttosto, cosa lega Mosca a Kiev?

La Kievskaya Rus’, Kiev e Mosca
Il Profilo Storico Ragionato di Frè ricopre l’immenso lasso di tempo che va dall’avvento degli Slavi nella Storia e la nascita della Rus’, alla fondazione di Mosca (1147), fino alla nascita del primo Stato ucraino, ovvero l’Etmanato di Kiev (1648), confederato spontaneamente con la Moscovia nel 1654.
Attraverso un’analisi cronologica, meticolosa e al contempo limpida, l’autore tocca tutta una serie di elementi e verità, spesso oscuri agli “esperti” odierni.
Il primo punto è che la Rus’ di Kiev, nata nel IX secolo, è da considerarsi come la madre di tutte le città russe. Ciò significa che la Kievskaya Rus’ è la culla di Mosca, un assunto che può portarci ad interpretazioni e direzioni opposte, motivo della guerra di oggi.
Una guerra che, oltre ad essere geografica e politica, è storiografica.
L’approccio di Frè è utile per cogliere il groviglio di eventi che hanno portato ad un molteplicità di storie sulla Russia-Ucraina, che hanno generato confusione e polarizzazione.

Autocrazia e democrazia
Il 23 febbraio 2022, data dell’inizio della guerra russo-ucraina, sarà per sempre uno spartiacque storico indimenticabile, nonché il simbolo del matricidio culturale di cui la Russia si è sporcata le mani.
Una volta compreso il legame di sangue che c’è tra Kiev e Mosca, come spiegarsi tuttavia questa diversità politica tra le due realtà? Perché la prima ha intrapreso – oggi ancora di più – la via democratica, mentre la seconda ha optato per l’autocrazia?
Un ruolo cruciale è ricoperto dalla parentesi del Giogo Mongolo (o Giogo tataro) e dal trauma storico che ne è conseguito.

L’invasione mongola della Rus’, iniziata nel XIII secolo, ha infatti avuto tre conseguenze: la profonda insicurezza ed il desiderio di identificarsi del popolo russo; il radicamento della figura dell’autocrate, un connotato prettamente euroasiatico, pienamente accolto da Ivan III; la nascita della Moscovia, futura Russia.
Quest’impronta (e involuzione) autocratica asiatica, tipica della Russia odierna, non ha avuto così tanto potere a Kiev. Quest’ultima, essendo infatti più vicina al mondo occidentale, ha abbracciato i valori liberali delle nostre società democratiche.
Il legame iniziale, insieme al successivo scisma politico, sono così diventati le fondamenta della guerra a cui assistiamo.
La guerra di Putin e la nostra responsabilità
La storia dell’Europa Orientale, come ci dimostra Frè, si conosce molto poco. L’Occidente si concentra solo sul post-Pietro il Grande, sul bolscevismo e sulla Guerra Fredda.
Ma la vera chiave per capire perché Putin ha attaccato l’Ucraina è tutto quello che c’è stato molto prima, ovvero il susseguirsi di congiunzioni ed allontanamenti.

La più grande minaccia per la Russia di Putin è infatti la Rus’ libera dal giogo, voltata a Occidente e smaniosa di entrare in Europa.
Questo ha dato vita ad una lenta e accurata progettazione bellica iniziata nel 2008, di cui Frè è testimone diretto, e di cui anche l’Occidente è responsabile.
Non solo per la sua ignoranza e per il deterioramento culturale-politico che lo colpisce, ma per la cecità e leggerezza con cui ha permesso la realizzazione del piano autarchico di Putin.




