Tutti gli sport del Presidente

Tutti gli sport del Presidente
Bill Clinton esce da un punto vendita Mc Donald's con sua moglie, attuale candidata democratica. Crediti: CBS News

In politica gli Stati Uniti d’America non bruciano grassi soltanto attraverso le guerre. Parliamo della cultura dello sportivo nella società americana: un modello – di propaganda – degli States che caratterizza il self made man a stelle e strisce.

Fin dai primordi dello stato americano, da quando Washington non aveva ancora i denti di legno, tutti – o quasi – i Presidenti degli Stati Uniti d’America sono passati attraverso lo sport. Essere uno sportivo in America non è soltanto sessualità e competizione, ma propaganda pura. I miliardi di dollari con la tua faccia o nome su ogni rivista, scarpa o snack ipercalorico parlando chiaro: negli Usa lo sport è anche potere pubblico. Perché un Obama che tira da tre a basket miete consensi tanto quanto Bill Clinton che mangia da McDonald’s; pur essendo agli antipodi della salute, entrambe le azioni sono esempi di umanizzazione del potere. E l’attività sportiva, a differenza delle pratiche comuni di vita quotidiana, ha dalla sua di essere attività “per tutti”, un aspetto che rende agli occhi dei seguaci il personaggio mistico (e mistificante).

Bill Clinton esce da un punto vendita Mc Donald's con sua moglie, attuale candidata democratica. Crediti: CBS News
Bill Clinton esce da un punto vendita Mc Donald’s con sua moglie, attuale candidata democratica. Crediti: CBS News

Dai due mandati di Barack Obama non si è visto soltanto il social approdare a Washington. Alla Casa Bianca si coltiva l’orto, si cucinano schifezze e si fanno video d’intrattenimento, ergo le stesse cose che puo’ fare una comune famiglia americana. In più Obama ha sfruttato la sua immagine, non senza divertire, con innumerevoli video e pratiche social: dallo “Yolo” fino ai Meme fino al corso di sopravvivenza con Bear Grylls passando per gli show americani in cui l’uscente presidente ha partecipato a diverse gag. Potere che rinuncia ai palazzi colossali che incutono obbedienza e alla retorica austera? Niente affatto: l’umanizzazione ha allargato, almeno sul piano medio-popolare, il consenso; e quindi l’elettore medio vedendo giocare Obama a baseball o a bowling, o a calcio, o a footaball – e sì perché il consenso non conosce confini, neanche sportivi – semplicemente si sente come lui, e lo vota.

Fin dai primi politici e presidenti gli Stati Uniti d’America hanno visto succedersi maggiormente personalità dedite all’attività fisica. Lo stesso primo presidente George Washington era un abile corridore e lottatore, amante di lunghe nuotate nel Potomac, il fiume che attraversa l’omonima capitale del Paese. Oggi, al di la di ogni considerazione, lo sport e i politici sono ancora strettamente correlati e anzi, mai come ora durante la definizione dei candidati in corsa per le presidenziali, questo fattore continua a mietere proseliti. Nonostante i punti politici dei vari programmi elettorali siano incentrati su aspetti sociali e culturali, lo sport gioca comunque un abile deterrente e un ottima opportunità di consenso. Da Donald Trump fino a Bernie Sander passando per Cruz e Clinton, le recenti primarie hanno figure che incarnano quanto detto in chiave sportiva.

Sul fronte repubblicano spicca, neanche a dirlo, Donald Trump. Costante giocatore di golf il leader che nessuno vuole all’interno del partito repubblicano ha costruito la sua immagine anche attraverso la fortitudine sportiva. «Era un buon battitore, teneva la posizione e aveva una buona attitudine», dice il Colonello Ted Tobias, 90 anni di cui 50 passati ad allenare la squadra di baseball della Military Academy a Cornwall-on-Hudson, New York. Era il 1964  e il gruppo da lui allenato stava pareggiando 4-4 in una partita che valeva il titolo, con i runners sulla seconda e terza base. In una situazione di pressione, il battitore riuscì a spedire la palla direttamente al centro del campo facendo così vincere la partita: quel battitore era Trump.

Trump lancia a baseball durante un evento pubblico. Crediti: Charles Krupa / Associated Press
Trump lancia a baseball durante un evento pubblico. Crediti: Charles Krupa / Associated Press

Più sfortunati invece gli altri repubblicani. Rimanendo nelle fila dell’elefantino infatti sia Marco Rubio che Ted Cruz sono stati abili sportivi dal destino però meno roseo. Il primo è stato impegnato per una stagione come giocatore di football al Tarkio College, Missouri. Da quel momento però il candidato proveniente dalla Florida non riuscì a sfondare perché troppo piccolo secondo i canoni degli Owls, la squadra che militava nella divisione N.C.A.A..

Rubio lancia il pallone a dei bambini durante il Family Night dell'agosto 2015 a Dean Park, Ankeny, Iowa. Crediti: Al Drago / CW Roll Call
Rubio lancia il pallone a dei bambini durante il Family Night dell’agosto 2015 a Dean Park, Ankeny, Iowa. Crediti: Al Drago / CW Roll Call

Tuttavia Rubio ha potuto avere una piccola rivalsa dimostrando le proprio doti sul campo della statehouse in Florida, intercettando palloni lanciati da Dan Marino, star dei Miami Dolphin, e Tim Tebow, quarterback in N.F.L. recentemente vincitore dell’ultimo Super Bowl. Ted Crux, candidato che ha ottenuto buoni risultati dall’ultimo turno di primarie nel suo Texas, è stato infatti un atleta polivalente: football, basket, e calcio fino alle scuole superiori, per poi dedicarsi a studio e attività para-politiche.

Stesso percorso anche per la potenziale vincitrice delle primarie sul fronte democratico, Hillary Clinton. Nota tifosa della franchigia militante in M.L.B. dei Chicago Cubs e, nel primo periodo delle scuole superiori, praticava alcuni sport poi lasciati in favore di attività politiche studentesche.

Hillary Clinton è la prima first-lady a sfoggiare un cappellino da baseball. Qui con quello dei Chicago Cubs mentre lalscia la Casa Bianca verso Camp David. Crediti: Associated Press
Washington, 1998: Hillary Clinton è la prima first-lady a sfoggiare un cappellino da baseball. Qui con quello dei Chicago Cubs mentre si assenta dalla Casa Bianca verso Camp David. Crediti: Associated Press

Abile atleta invece Bernie Sander. Il senatore del Vermont infatti è stato un velocista durante gli anni delle scuole superiori e giocatore di pallacanestro durante l’università. «Sulla media distanza ti bruciava» ha dichiarato un compagno di Sanders al Guardian. E chissà se, con uno dei suoi famigerati scatti, il senatore del Vermont non riesca a bruciare sul tempo Hillary Clinton nelle primarie democratiche.

Bernie Sanders fotografato all'Università del Vermont negli anni '80 nel vivo di un'azione di baseball con la squadra della Repubblica Popolare di Burlington. Crediti: Bailey Howe Library
Bernie Sanders fotografato all’Università del Vermont negli anni ’80 nel vivo di un’azione di baseball con la squadra della Repubblica Popolare di Burlington. Crediti: Bailey Howe Library

 

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