Inter – Juventus 1-2, rivincita bianconera che sa di scudetto

Rivincita in salsa tricolore per la Juventus capolista. La squadra di Antonio Conte supera 2-1 l’Inter a San Siro e mette un nuovo mattone sul quel castello scudettato che ora inizia a delinearsi in maniera sempre più limpida. Ennesima dimostrazione di forza per i bianconeri, capaci di non farsi distrarre dal pensiero dell’inno della Champions che martedì verrà suonata all’Allianz Arena di Monaco di Baviera.

La vittoria dello Juventus Stadium aveva gasato gli uomini di Stramaccioni, a cui, dopo quella gara, era stata addirittura affissa l’etichetta di “anti-Juve”. Ad un girone di distanza, la situazione di classifica per le due squadre è completamente diversa, e la musica in campo pure.

Eppure la partita è iniziata in maniera simile a come era cominciata la gara d’andata: pronti via e gol della Juventus, questa volta con Quagliarella, che con uno splendido tiro a giro da 25 metri  insacca il pallone sotto l’incrocio dei pali della porta difesa da Handanovic. Nella gara dello Juventus Stadium i nerazzurri erano riusciti a pareggiare e rimontare, questa volta, invece, solo a pareggiare. È Palacio, a inizio ripresa, ad illudere i tifosi interisti con una bella percussione centrale, finalizzata in maniera perfetta con un tiro di destro da pochi metri.
In mezzo ai due gol tanto gioco a centrocampo, una clamorosa occasione da gol sciupata da Vidal a tu per tu con Handanovic, due palle-gol capitate sulla testa di Palacio (la prima sventata alla grandissima da Buffon e la seconda sciupata per difetto di forza) e un paio (almeno) di decisioni arbitrali che faranno discutere.

La Juve ha due marce, una solita, veloce, da far aggrappare ai braccioli della poltrona, e una più blanda, di controllo, da sfoggiare dopo essere riuscita a passare in vantaggio. Il gol del pareggio di Palacio riaccende la verve dei bianconeri, che ingranano la marcia, quella giusta, e iniziano a premere con insistenza. La Juve vuole il nuovo vantaggio e al 60′ lo trova con Matri, bravo a rubare il tempo a Ranocchia, suo diretto marcatore, e concludere a rete dopo un’azione sulla destra di Quagliarella, autore dell’assist. La squadra di Conte è solida, con una difesa granitica e un Pirlo geniale; le punte poi, spesso bistrattate, non ne sbagliano una, facendo allontanare lo spettro di qualsiasi presunto “top player”. Stramaccioni nel finale tenta il tutto per tutto, inserendo Rocchi e mettendo la sua Inter su una spregiudicata traziona offensiva, senza però riuscire a cambiare il risultato. La frustrazione è tanta tra i nerazzurri, e lo dimostra l’entrata killer di Cambiasso su Giovinco pochi secondi prima del fischio finale, che costringe Rizzoli ad estrarre il cartellino rosso all’indirizzo dell’argentino. La Juventus, dunque, espugna San Siro e mette più di una mano sullo scudetto. Conte, sotto il settore dei tifosi bianconeri, può giustamente festeggiare.

Giuseppe Ferrara (inviato al “Meazza”)
30 marzo 2013

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