La Roma non c’è: il Palermo vince e spera

Era la sfida dei primi grandi responsi di fine stagione, Palermo-Roma, valevole per la trentesima giornata, diretta da Calvarese di Teramo. Per il Palermo in fondo alla classifica, al pari del Pescara, dopo 15 giornate senza i tre punti, era l’ultima spiaggia: il dentro o fuori tra la speranza di poter lottare ancora per una disperata salvezza e il prosieguo di un digiuno di vittorie che avrebbe complicato non di poco la permanenza nella massima serie per la squadra siciliana; per la Roma, migliore di tutte le altre nelle ultime 5 giornate, la voglia di rincorrere, nella settimana dei 20 anni di Totti in A, il sogno Champions, per il raggiungimento di un terzo posto che avrebbe del miracoloso. Un centrocampo inedito per gli 11 di Andreazzoli, con l’inserimento della coppia Tachtsidis-Perrotta dal primo minuto, dietro il trio Totti-Lamela-Florenzi. Per il Palermo di Sannino fondamentale il rientro in extremis, nel reparto offensivo, del sempre insidiosissimo Miccoli. Partono forti i rosanero, che centrano la parte alta della traversa al 7’ minuto, proprio con Miccoli, che disegna un traiettoria a giro da una punizione al limite dell’area.

Tuttavia i padroni di casa, per esigenza spavaldi ed aggressivi, concedono spazi e ripartenze agli ospiti, che tentano la sortita vincente con la velocità di un attacco notoriamente talentuoso. Al 20’ è il Palermo a passare in vantaggio, con una rete che premia il forcing della prima metà di tempo: Miccoli pesca Ilicic all’interno degli 11 metri con un lancio ben calibrato dalla trequarti. Lo sloveno è rapidissimo a metter giù col sinistro, mandando a vuoto il tentativo di intervento di Castan, e a punire l’immobile Stekelenburg con una rasoiata che si infila alle sue spalle. Due minuti più tardi è ancora l’attaccante autore del goal a sfiorare la seconda realizzazione con una precisa e potente bordata che colpisce la base del palo alla sinistra del portiere giallorosso. La Roma è in confusione, svogliata e disattenta. Le poche timide incursioni si concretizzano con un nulla di fatto e il raddoppio palermitano non tarda ad arrivare: al 35’ ancora Ilicic, da posizione defilata, stavolta ricambiando il favore, serve un assist rasoterra a cercare Miccoli al centro. Il capitano degli isolani approfitta della dormita madornale di Burdisso, anticipa il difensore con l’esterno destro e deposita in rete il pallone del 2 a 0. E’ una Roma irriconoscibile, senza identità, quella che va a riposo sotto di due goal, dopo un solo minuto di recupero. Al rientro dagli spogliatoi Andreazzoli prova a scuotere i suoi, inserendo Pijanic e Osvaldo, al posto degli impalpabili Perrotta e Tachtsidis. La seconda frazione di gioco si apre così con una prevedibile inversione di atteggiamento, con il Palermo ad aspettare e la Roma a tentare la rimonta. Col primo quarto d’ora gli ospiti guadagnano coraggio, pur non riuscendo a produrre decisivi pericoli per la porta di Sorrentino. Le squadre ora sono lunghissime e il nervosismo cresce (tra i vari ammoniti, Osvaldo e Piris, che, diffidati, salteranno il derby della prossima giornata), ma l’inerzia del confronto sembra tendere inevitabilmente verso il successo dei padroni di casa. E così sarà. L’ultima mezz’ora scorre a ritmi blandi, spezzati unicamente da occasioni velleitarie e scintille tra i giocatori in campo. Il Palermo vince 2-0 e continua a sognare la salvezza dell’ultimo minuto. La Roma incassa una pessima sconfitta, la seconda con Andreazzoli, dopo cinque risultati utili consecutivi e vede pertanto allontanarsi le proprie ambizioni europee. Servirà riordinare le idee e servirà farlo in fretta: lunedì prossimo sarà derby.

Mattia Coletti

30 marzo 2013

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