Roma bella e brava : 2-0 al Parma

“Una gara estremamente importante”. Così il tecnico giallorosso Aurelio Andreazzoli aveva definito, durante la conferenza della vigilia, la sfida col Parma, confronto valevole per la ventinovesima giornata di Serie A, test significativo per le ambizioni europee della Roma di fine stagione. I gialloblù, dal canto loro, comodi a metà classifica, occupano sempre più una posizione lontana da rischi, così come da particolari aspirazioni. Le scelte di Donadoni dispongono il Parma con un 3-5-2, con Sansone a sostituire Biabiany al fianco di Amauri.

Fa scalpore nel 3-4-2-1 in casa Roma l’illustre esclusione dell’ultimo minuto di Osvaldo (al suo posto Perrotta), a confermare l’aria di divorzio tra l’attaccante e la società capitolina al termine del campionato in corso. E’ Russo di Nola a fischiare l’inizio ed è subito partenza sprint per i padroni di casa, che spingono subito sull’acceleratore e sfiorano la rete dopo 2 minuti con una bordata dal limite di Florenzi che finisce di poco a lato. Passano 5 minuti ed è già vantaggio : al 7’ la discesa di Marquinho, pescato chirurgicamente da Totti, si conclude con un cross leggermente impreciso che Castan può solo toccare di testa; il pallone ricade in zona De Rossi, che calcia al volo verso Mirante; sulla traiettoria del tiro è lesto Lamela con l’interno a deviare in fondo alla rete. Al 15’ clamorosa traversa di Perrotta. Il centrocampista italiano, su una ripartenza propiziata da un colpo di tacco filtrante del solito Totti, si fa trovare libero al centro dell’aerea; servito da Marquinho, ha il tempo di fermare e calciare la sfera, che colpisce violentemente il legno superiore, per un nulla di fatto. La Roma, tuttavia, amministra con tranquillità fino alla mezz’ora: il Parma non riesce a pungere, salvo sporadiche incursioni; i giallorossi difendono con ordine e tentano di punire con rapide sortite in contropiede. Il cronometro scivola senza ravvisabili occasioni da goal e le due squadre vanno a riposo sul risultato di 1-0. Al ritorno dagli spogliatoi è ancora la Roma a rendersi immediatamente pericolosa: la seconda frazione di gioco si apre infatti con una pregevole punizione di Totti. Il capitano romanista, pochi metri fuori il vertice sinistro dell’aerea di rigore, pennella col destro sul palo lungo, per un’esecuzione deliziosa che si infrange però sulla traversa prima e sul palo poi, strozzando l’urlo dell’Olimpico. La Roma è frizzante, energica, ma continua a non trovare il meritato raddoppio, pur mantenendo elevato il ritmo di gioco. Al 57’ l’ingresso di Biabiany, che rimpiazza l’esordiente Ampuero, sveglia gli ospiti, che sfiorano sorprendentemente il pareggio in due circostanze: al 62’ è Paletta, dimenticato su calcio d’angolo dalla retroguardia giallorossa, a cogliere la traversa con un bel colpo di testa dall’altezza del dischetto. Un minuto dopo è Parolo da distanza ravvicinata a non trovare lo specchio per un soffio, contrastato dall’intervento disperato di Burdisso. La Roma ora soffre, disorientata dalla velocità del subentrato Biabiany, ma al 70’ è ancora una volta il suo capitano a ridarle fiducia e sicurezza. Con un missile su punizione dalla lunetta, fulmina l’estremo difensore gialloblù e realizza il 2 a 0. Nel giorno in cui raggiunge Rivera per presenze in A (527), Totti stacca Nordahl per marcature (226) e regala le chiavi del match alla sua Roma. Il goal spegne le residue speranze parmensi e la partita si chiude a ritmi blandi col doppio vantaggio romanista. La Roma guadagna tre punti fondamentali nell’ottica corsa al terzo posto, raggiunge la Lazio sconfitta a Torino e si gode l’eterna giovinezza del suo condottiero più rappresentativo, Francesco Totti, anche stasera semplicemente decisivo, in una maniera che ancora oggi sembra non risentire di rughe e scorrere degli anni.

Mattia Coletti

17 marzo 2013

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