Inter – Torino, esclusiva: intervista all’uomo partita Riccardo Meggiorini

Nel posticipo della 22ma giornata di Seria A, l’Inter di Stramaccioni viene bloccata in casa sul 2-2 da un brillante Torino, trascinato da uno strepitoso Riccardo Meggiorini, autore di una doppietta. Nella zona mista dello stadio “Meazza”, il man of the match  ha concesso un’intervista a caldo in esclusiva per 2duerighe, tradendo una meritatissima soddisfazione per l’ottima prestazione fornita e per le sue due realizzazioni, le prime in questo campionato:
Per il Torino questo è il sesto risultato utile consecutivo. Cosa è cambiato in queste ultime partite rispetto alla prima parte di stagione?
Ci è girata anche abbastanza bene, bisogna dire la verità: a Catania ci è andata bene, col Siena anche. Insomma, son tutte cose che aiutano.

Certamente abbiamo perso qualche punto per strada nel girone d’andata, quindi, secondo me, è una crescita anche meritata. Abbiamo sempre costruito gioco e abbiamo sempre fatto delle bellissime partite, soprattutto le ultime. Non penso sia cambiato qualcosa in particolare. Forse la condizione fisica è un po’ migliorata e forse anche mentalmente siamo più sereni grazie a questi ultimi risultati”. 
Nonostante la tua strepitosa doppietta, c’è rammarico per quell’occasione da gol che ti è capitata nel finale e che sarebbe valsa la vittoria?
Sì. Abbiamo avuto due o tre occasioni buone. Quella più limpida è stata quando aveva palla Bianchi ed eravamo 2 contro 1 in area: se mi avesse visto avremmo potuto chiudere la partita, però quando sei là ci sta a volte di non vedere. Anche l’ultima palla mia, probabilmente se l’avessi messa sul secondo palo sarebbe andata dentro, ma in quelle circostanze devi fare tutto in un attimo ed è difficile pensare” .
Visto l’andamento della gara e la vostra prestazione, per il Torino è un punto guadagnato o sono due punti persi?
No, assolutamente un punto guadagnato. Si tratta pur sempre di un pareggio a San Siro. Qui appena sbagli qualcosa ti puniscono, quindi certamente è un punto guadagnato”.

Giuseppe Ferrara (inviato al “Meazza”)
28 gennaio 2013

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