Milan – Fiorentina 1-3, Pazzini non evita la disfatta rossonera

Dopo la goleada rifilata al Chievo e la buona prestazione in Champions contro il Malaga, il Milan non riesce a ripetersi contro la Fiorentina nella dodicesima giornata di Serie A, uscendo dalle mura amiche di San Siro con una sconfitta, la sesta in campionato, e con un sottofondo di fischi nelle orecchie.  

Allegri ripropone la formazione che ha dato maggior affidamento in questa prima parte di stagione, il 4-2-3-1, con Boateng, Emanuelson ed El Shaarawy che agiscono alle spalle dell’unica punta Pato; a centrocampo Ambrosini e Montolivo formano lo schermo davanti la linea difensiva formata da Mexes, Bonera, De Sciglio e Constant, con Abbiati a difendere la porta.
Montella si affida invece a: Viviano, Rodriguez, Roncaglia, Savic, Pasqual, Cuadrado, Pizarro, Aquilani, Borja Valero, Ljajic e Toni.
La Fiorentina parte subito forte, con un centrocampo aggressivo e un Cuadrado pungente.

Al 4′ il colombiano sfrutta l’errore d’impostazione dei rossoneri e tenta di sfondare centralmente nella difesa avversaria, senza fortuna. La scarsa determinazione mostrata dagli uomini di Allegri nei primi minuti rappresenta per i viola il grimaldello con cui scardinare la difesa rossonera: al 10′ la squadra di Montella coglie alla sprovvista la retroguardia del Milan con una rimessa laterale lunga, che permette a Toni di trovare una preziosa sponda per l’accorrente Aquilani, il quale, a tu per tu con Abbiati, non sbaglia.
Il Milan resta tramortito dal colpo subito e si scuote solamente al 20′ con Montolivo, che prova a replicare la rete siglata contro il Chievo con un rasoterra insidioso, che ricorda molto quello vincente della scorsa giornata ma non sortisce il medesimo effetto, con la palla che termina la sua corsa contro i tabelloni anziché nel sacco.
Gli uomini di Allegri faticano a trovare il bandolo della matassa, andandosi spesso a impelagare in situazioni di gioco difficili da sbrogliare e da cui è impossibile dar vita ad azioni pericolose.
Al 33′, però, piove dal cielo l’occasione per il pareggio: l’arbitro ravvisa in una spinta da dietro di Roncaglia su Pato, servito in area con un lancio lungo, gli estremi per il calcio di rigore; il “Papero” si presenta dagli undici metri, ma il suo tiro è alto sopra la traversa.
Lo scampato pericolo dà nuovo vigore alla squadra viola, che si riversa in avanti a testa bassa. La caparbietà ospite è premiata al 38′, quando Borja Valero sfonda in area rossonera, evitando in dribbling un timido tentativo di contrasto di Mexes, e supera Abbiati con un destro angolato.
Ancora una volta si verifica la spietata legge del calcio: il Milan avrebbe potuto pareggiare con il rigore di Pato e invece è costretto ad uscire dal terreno di gioco sommerso  dai fischi e in svantaggio di due reti.

Al rientro in campo il Milan si presenta con Pazzini e Bojan al posto rispettivamente di Pato ed Emanuelson. Dalle mosse spregiudicate di Allegri si intuisce la volontà rossonera di invertire il prima possibile l’inerzia della gara. Il modulo della squadra milanista resta immutato, ma quelli che cambiano sono gli interpreti e l’atteggiamento, decisamente più offensivo e disinvolto. Boateng sfiora il gol con un colpo di testa in area e il popolo milanista ritrova le speranze. I rossoneri hanno un’altra verve e l’attesa del gol inizia a farsi insistente tra le torri di San Siro.
Al 60′ i tifosi rossoneri possono finalmente scattare in piedi e abbracciarsi: Mexes colpisce splendidamente di tacco un cross dalla sinistra di El Shaarawy, il palo gli impedisce di esultare, ma  sulla ribattuta Pazzini è lesto ad intervenire e ad infilare Viviano per il 2 a 1.
Il Milan prende fiducia e aumenta la frequenza delle sue azioni offensive e l’intensità del suo gioco. Montella capisce il momento di difficoltà dei suoi e corre ai ripari inserendo Cassani per Toni, un difensore per una prima punta. Mati Fernandez non sfrutta un regalo della difesa avversaria e conclude malamente a lato da ottima posizione. Cassani tenta miglior fortuna del suo compagno di squadra, ma il palo gli nega la gioia della rete.
La Fiorentina si fa sempre più pericolosa e mette alle corde un Milan spregiudicato nel modulo ma scarico e povero di idee nella mente. Il gol dell’1 a 3 è nell’aria e arriva al 42′ con El Hamdaoui, che chiude la partita con un bellissimo tiro a giro. Per il Milan, ora a 12 punti dalla zona Champions, il cielo di San Siro è sempre più buio.

Giuseppe Ferrara  (inviato al Meazza)
11 novembre 2012

 

 

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