Avellino vince a Sassari e vola in vetta alla classifica. Per la Dinamo “brivido” Coppa Italia

Avellino vince a Sassari e vola in vetta alla classifica. Per la Dinamo “brivido” Coppa Italia

Niente da fare per i sassaresi, che dopo la sconfitta con Venezia rimediano un altro pericoloso ko in ottica Final Eight. Avellino esce fra gli applausi del pubblico di casa.

Tredicesima giornata di andata e decima vittoria (punteggio finale 88-95) per i lupi d’Irpinia, capaci di espugnare un campo tradizionalmente ostico come quello di Sassari, grazie anche al talento e alla concretezza dell’americano Jason Rich e del playmaker italo-uruguaiano Bruno Fitipaldo, autori rispettivamente di 33 e 18 punti. Troppo talento, troppa freschezza atletica e organizzazione per una Sassari apparsa in calo di rendimento dopo lo sprint di 7 vittorie consecutive che sembrava aver rilanciato definitivamente la squadra sarda nei piani alti della classifica della Legabasket (LBA).

Una partita sicuramente avvincente, al punto che è stato necessario un tempo supplementare per decretare il vincitore di un match svoltosi sempre sul filo dell’equilibrio. La contesa aveva visto prima Avellino condurre in sicurezza, salvo poi essere “riacciuffata” da Sassari, spinta dai canestri del talento sassarese Marco Spissu (classe 1995), autore di una striscia di 8 punti consecutivi essenziale per portare la Dinamo fino ad un illusorio +8 (63-55) nel corso del terzo quarto.

Ma alla lunga emergevano la profondità e la qualità della Sidigas Avellino – condotta in panchina dall’ottimo coach Pino Sacripanti – che mettevano a nudo i limiti di Sassari, incapace di contrastare opportunamente i tentativi di rimonta degli ospiti, trascinati anche dal “gigante” Kyrylo Fesenko (216 cm per 130 kg), sempre bravo nel saper creare spazio per sé e per i compagni di squadra.

Al contrario, la Dinamo è sembrata affidarsi troppo al realizzatore Bamforth, intrappolato nelle maglie della difesa irpina e non adeguatamente supportato dai compagni di squadra, che per contrastare una squadra forte come Avellino avrebbero dovuto esprimersi su livelli più alti.

Avellino avrebbe potuto vincerla già nei tempi regolamentari, ma un’ottima difesa sassarese impediva a Rich di siglare il canestro della vittoria. Invece, al supplementare, la Dinamo non riusciva a segnare un solo canestro nei primi 4 minuti, pagando a caro prezzo la stanchezza e qualche errore al tiro dettato anche dalla sfortuna. Nel finale di gara il coach della Dinamo, Federico Pasquini, evidenzierà gli acciacchi che hanno condizionato lo stato di forma della sua squadra (Stipcevic out un mese, Spissu, Jones e Hatcher non al meglio).

Nel complesso, gli irpini escono da questa partita enormemente fortificati dal punto di vista tecnico e morale: la sconfitta di Brescia regala ad Avellino un meritato primo posto in classifica, che la elegge definitivamente quale candidata allo scudetto.

Per la Dinamo, invece, l’enorme e meritevole sforzo profuso nelle due partite contro Venezia e Avellino (in entrambi i casi si è trattato di sconfitte ai supplementari) è, di fatto, improduttivo e costringe la squadra sarda ad una vittoria imprescindibile nelle prossima giornata contro la compagine più in forma del momento, vale a dire Trento (a pari punti in classifica), da affrontare sempre fra le mura amiche. Una sconfitta potrebbe voler dire esclusione dalla Coppa Italia (accedono le prime otto alla fine del girone di andata), ma questo è uno scenario con il quale a Sassari, realtà vincitrice di due edizioni nel 2014 e 2015, nessuno vorrebbe confrontarsi.

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