Arnica: l’analisi di Stefano Meneghel

Arnica: l’analisi di Stefano Meneghel

Arnica

L’arnica è pianta erbacea perenne della famiglia delle Composite che cresce spontaneamente nelle regioni alpine e prealpine. I fiori, completamente gialli e a forma di margherita sono la parte utilizzata in fitoterapia. Totalmente ignorata dagli antichi perché cresce solo in alta montagna, è citata per la prima volta in letteratura medica intorno il 1100 nel trattamento di contusioni ed ecchimosi.
L’Arnica è diffusa nel centro Europa (Vosgi e Foresta Nera) e sulle alte zone prative delle Alpi e degli Appennini (fino ai 2.000 metri), che rallegra con il suo aroma e con magnifici fiori giallo-arancione che si schiudono durante i primi mesi estivi.

Proprio il rizoma, insieme ai fiori e alle radici, rappresenta la parte della pianta tradizionalmente utilizzata in medicina popolare ed in ambito fitoterapico.

Classicamente l’Arnica è utilizzata come antinfiammatorio topico e come rimedio anti-fatica muscolare in ambito sportivo, trova largo impiego nella formulazione di prodotti per il massaggio sportivo e di cerotti ad azione antireumatica.

Viene quindi usata in traumatologia in caso di edemi post-traumatici (fratture, distorsioni, ecchimosi, contusioni, compressioni, ematomi, strappi muscolari, edemi da frattura), artralgie e disturbi articolari a carattere reumatico, versamenti articolari e flebiti non ulcerative.
Modi di impiego

L’ arnica può essere utilizzata nel trattamento d’infiammazioni, ematomi e traumi soprattutto sotto forma di pomate, creme o gel.  Si  utilizza anche  la tintura  in acqua o in alcool, da applicarsi come impacco direttamente nella zona interessata o come oleolito (ottenuto dalla macerazione dei fiori di Arnica montana in un olio vegetale) via massaggio. Va, però, ricordato che l’impacco deve essere applicato solo sulla cute integra, avendo cura di evitare il contatto della preparazione con occhi, bocca e genitali.

Altri impieghi sono in forma omeopatica: Arnica montana è il rimedio omeopatico traumatico per eccellenza e corrisponde agli effetti dovuti a traumi recenti e passati, sia fisici che psicologici. Echimosi, fratture, contusioni e distorsioni, infiammazioni, può curare anche strappi muscolari e lussazioni. Si usa anche per gli effetti di paure improvvise, collera, stati di shock, spaventi. E’ utile da prendere prima e dopo una seduta dal dentista. Il tipico soggetto Arnica montana è lo sportivo, con tutti i problemi cui uno sportivo può andare incontro: disturbi muscolari, traumi, lividi, ematomi, disturbi cardiaci ed inoltre stati febbrili ed eruzioni cutanee. Le sensazioni percepite sono contusione, indolenzimento, estrema stanchezza; tutto il corpo sembra rotto, a pezzi; è depresso e misantropo, vuole essere lasciato solo. Durante la notte ha insonnia ed agitazione, soprattutto dopo una fatica intensa.

Altro modo di impiego è come rimedio floreale: l’essenza preparata con i suoi fiori selvatici, è conosciuta come  rimedio floreale californiano, dalle proprietà anti-traumatiche, utile per riprendersi da qualunque tipo di shock fisico, psicologico ed emotivo particolarmente efficace nella rielaborazione di shock psichici recenti o di vecchia data, e nel trattamento del disturbo post-traumatico da stress (DPTS). L’essenza si rivela di grande giovamento in tutte le situazioni di forte inquietudine, sofferenza e turbamento dovute a incidenti, infortuni, avversità, brutte notizie, eventi dolorosi improvvisi o violenti che generano spavento, terrore o fortissima inquietudine. Questo rimedio è impiegato anche per accelerare il recupero della mobilità dopo una caduta, una ferita, una botta o una frattura, un intervento chirurgico, favorendone la guarigione e diminuendo i conseguenti “strascichi” di angoscia e paura.

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