Una Torino più vuota…

Una Torino più vuota…

La Fiat saluta, dopo più di un secolo, la propria sede storica per spostarsi nel centro Europa, il business ormai vuole questo. Saluta la Città che ha segnato e la lascia orfana di una protettrice silenziosa ma mai disinteressata. Perché la Fiat, per Torino, è stata molto. Molto di ciò che adesso è Torino è stato per volere Fiat. Un caso eclatante è rappresentato dalle Olimpiadi Invernali: volute fortemente dall’Avvocato, sono servite a ridare luce ad una Città considerata da tutti “Spenta”. Il “dopolavoro”, le cliniche per i dipendenti, i vantaggi sanitari. La FIAT non è stata solo auto. La FIAT è stata molto di più, anche sinonimo di  istruzione con la partecipazione attiva dei propri dirigenti alla formazioni di nuove leve presso la Scuola di Business a Torino.

Una Città che ha avuto tanto ma che ha anche dato. Tantissimo. Dalla forza lavoro interminabile, allo spirito di rispetto e stima per un’Azienda che non ha eguali in Italia. Poi gli “Anni di Piombo”, gli attentati e la paura. In tutto questo un silenzio di unione tra FIAT e Torino che porterà alla “Marcia dei quarantamila”. Fino ad arrivare alla presentazione al mondo della 500, sulle rive del Po’. Quello stesso Po’ dove c’era il “Circolo Fiat canottieri”. Perché un Tempo, per il classico Torinese, dire “lavoro alla FIAT” era un onore, un motivo di vanto. Anche nei momenti più difficili, nei momenti di crisi, della cassa integrazione e della rinascita dall’accordo fallito con GM. Essere parte del mondo FIAT  è un motivo di soddisfazione per l’abitante di Torino, qualcosa che nessun altro cittadino in Italia ha. Il Lingotto e Mirafiori, i centri più forti e indistruttibili di questa Potenza, resteranno per sempre dei punti di riferimento. Anche per le linee dei pullman che vi passavano all’interno, alcuni facendovi anche capolinea.

Ma da domani molte cose cambieranno. Via la sede legale e operativa. Via da Torino e via dall’Italia. Perché per il business non esiste il sentimento di affetto, come non esiste nulla davanti i soldi. Quello che l’Avvocato non ha mai voluto fare accadrà, sotto la reggenza del suo Successore. Da domani Fiat si chiamerà FCA. Punterà ad un nuovo mercato, riaprendo il settore dell’auto sportiva e del “Premium”, per la felicità degli Alfisti e degli amanti del Dna griffato Italia. FCA, un nome che non dirà molto ai più nostalgici. Scusateli se continueranno a chiamarla FIAT, Fabbrica Italiana Automobili TORINO. Ma sarà la forza dell’abitudine e dell’orgoglio di essere appartenuti a qualcosa di unico, non solo auto.

di Alessio Giaccone

31 gennaio 2014

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