La cooperazione regionale e il ruolo dell’Iniziativa Centro-Europea nell’allargamento dell’Unione Europea: a Roma il confronto sul percorso della Moldova verso l’adesione
Si è svolto oggi, 30 aprile 2026, presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, il convegno dedicato a La cooperazione regionale e il ruolo dell’Iniziativa Centro-Europea nell’allargamento dell’Unione Europea: il percorso della Repubblica di Moldova verso l’adesione, un appuntamento di alto profilo istituzionale e politico che ha riunito rappresentanti diplomatici, parlamentari, funzionari governativi ed esperti di affari europei e internazionali.
L’incontro ha posto al centro una questione di crescente rilievo strategico per il futuro del continente: il cammino della Repubblica di Moldova verso l’Unione Europea, letto non solo alla luce delle riforme interne necessarie per il processo di adesione, ma anche attraverso il contributo che i formati di cooperazione regionale possono offrire nel rafforzare stabilità, integrazione e resilienza nello spazio centro-europeo ed est-europeo.
La sessione inaugurale ha aperto i lavori con i saluti istituzionali del professor Nicola Antonetti, Presidente dell’Istituto Luigi Sturzo, di S.E. Gabriela Dancău, Ambasciatore di Romania presso la Repubblica Italiana, e di S.E. Oleg Nica, Ambasciatore della Repubblica di Moldova presso la Repubblica Italiana. A seguire, gli interventi principali hanno ulteriormente definito la cornice politica del convegno, con il contributo dell’onorevole Salvatore Caiata, Presidente della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare dell’Iniziativa Centro-Europea, e di S.E. Cristina Gherasimov, Vice Primo Ministro per l’Integrazione Europea della Repubblica di Moldova.
Il primo panel, dedicato al tema La preparazione all’adesione – il ruolo dei processi di riforma e dell’integrazione graduale, ha approfondito uno degli aspetti decisivi del percorso europeo moldavo: la capacità di accompagnare l’avvicinamento all’Unione con un processo coerente di adeguamento istituzionale, amministrativo e normativo. Il confronto ha visto gli interventi di Loredana Teodorescu, Responsabile degli Affari europei e internazionali dell’Istituto Luigi Sturzo, di Hanna Pappalardo, Capo dell’Ufficio per le Relazioni esterne dell’Unione Europea del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di Ghenadie Marian, Capo dell’Ufficio per l’integrazione europea del Governo della Repubblica di Moldova, e di Aniela Crețu, Direttrice generale per l’Unione Europea del Ministero degli Affari Esteri della Romania.
Ad emergere è stata la consapevolezza che il processo di adesione non possa essere interpretato come un adempimento meramente tecnico, ma come un percorso strutturale di trasformazione dello Stato, della pubblica amministrazione e della capacità del Paese di integrarsi progressivamente negli standard politici, economici e istituzionali europei. In questa prospettiva, l’integrazione graduale si conferma non soltanto una metodologia, ma una leva politica utile a consolidare risultati concreti e ad accompagnare in modo realistico il cammino verso l’adesione.
Il secondo panel, intitolato L’Iniziativa Centro-Europea – priorità per promuovere la connettività, la diversificazione energetica e il contrasto alle minacce ibride – sfide e opportunità, ha ampliato l’orizzonte del dibattito, mettendo in evidenza il valore geopolitico e operativo della cooperazione regionale. Sono intervenuti Nicoletta Pirozzi, Responsabile del programma “UE, politica e istituzioni” dell’Istituto Affari Internazionali, S.E. Alfredo Durante Mangoni, Coordinatore Nazionale presso l’Iniziativa Centro Europea del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Vadim Pistrinciuc, Direttore Esecutivo dell’Istituto per le Iniziative Strategiche, e Matteo Pugliese, Senior analyst Debunk.
In questa seconda sessione, l’attenzione si è concentrata su tre direttrici cruciali per la sicurezza e la competitività della regione: la connettività infrastrutturale, la diversificazione energetica e la capacità di risposta alle minacce ibride. Temi che, nell’attuale contesto internazionale, risultano sempre più intrecciati con il processo di allargamento dell’Unione Europea. La Moldova, in questo scenario, appare non solo come Paese candidato, ma come snodo strategico di una più ampia riflessione sulla tenuta democratica, sulla sicurezza europea e sulla necessità di rafforzare strumenti di cooperazione capaci di sostenere i partner più esposti alle pressioni geopolitiche.
A chiudere i lavori sono state le conclusioni affidate nuovamente a Loredana Teodorescu, che hanno ricondotto il confronto a una prospettiva di sintesi: il percorso della Repubblica di Moldova verso l’Unione Europea rappresenta oggi un banco di prova importante non solo per Chișinău, ma anche per l’Europa stessa, chiamata a misurare la propria capacità di accompagnare i processi di integrazione con visione politica, coerenza strategica e strumenti concreti di cooperazione.
Il convegno ospitato dall’Istituto Luigi Sturzo ha così confermato quanto il tema dell’allargamento non possa più essere letto soltanto in termini procedurali. Esso investe, in modo sempre più diretto, la qualità della cooperazione regionale, la sicurezza del continente, la credibilità dell’Unione e la capacità di trasformare le sfide dell’instabilità in occasioni di consolidamento democratico e politico.




