Regioni, accordo taglia costi: risparmi per 40 milioni

Risparmi per oltre 40 milioni di euro: è questo l’accordo al quale sono giunti i presidenti delle giunte e dei Consigli regionali dopo otto ore di riunione e decine di incontri e discussioni. Un taglio dei costi quasi necessario per rivalutare la politica regionale dopo che i recenti scandali, dal “Lazio gate” ai voti per la Lombardia comprati dalla ‘ndrangheta, sta vivendo un clima di generale sfiducia: le ultime elezioni regionali in Sicilia sono state “vinte” dall’astensionismo.

In questo modo le spese per i gruppi regionali subiranno una diminuzione del ben 50%, ma questa non è, sarebbe il caso di dire naturalmente, ancora realtà in quanto nei prossimi giorni la posizione delle Regioni verrà riferita al governo che dovrà accettarla.

In seguito, entro il 30 novembre le Regioni dovranno varare le rispettive leggi regionali applicando la nuova normativa e se non lo faranno saranno inflitte delle penalità. Se tutto dovesse procedere per il meglio il nuovo tariffario dovrebbe entrare in vigore da dicembre, ma a quanto risulta le regioni a statuto speciale hanno annunciato di volersi opporre all’accordo e daranno parere negativo in sede di conferenza Stato-regioni. 

Un esempio che riesce a far capire a quanto corrisponderebbe il taglio? I presidenti delle Regioni attualmente guadagnano tra i 14mila ed i 7mila euro netti, con la riforma ne guadagneranno, tutti, 7.500 netti. Ed i consiglieri? Tutti, senza differenze, guadagneranno 6mila euro netti. Queste cifre sono state adottate prendendo come esempio le regioni dove il presidente ed i consiglieri “guadagnano” meno, rispettivamente Umbria ed Emilia Romagna.

 

Enrico Ferdinandi

30 novembre 2012

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