Piazza Gobetti: dopo oltre mezzo secolo posate le nuove targhe

Proprio alla vigilia dell’87° anniversario della scomparsa di Piero Gobetti, l’intellettuale italiano liberale e antifascista morto in esilio a soli 25 anni a Parigi, il Comune di Milano ha posato le nuove targhe nell’omonima piazza in zona Lambrate. Così, dopo oltre mezzo secolo, sono stati corretti gli errori e le anomalie riguardanti il nome di battesimo e la data di nascita riportati sulle vecchie targhe. Anche la declaratoria è stata modificata, in modo da renderla più adeguata alla complessa figura di Gobetti, costretto a lasciare la città natale – Torino – per sfuggire alle ripetute aggressioni squadriste e continuare a pubblicare i suoi scritti.

La posa delle nuove targhe era stata deliberata lo scorso 24 gennaio dalla Giunta comunale. Le vecchie targhe, infatti, contenevano due imprecisioni. Innanzitutto indicavano come data di nascita il 1902 anziché il 1901. La seconda anomalia riguardava il nome di battesimo: Pietro anziché Piero, con cui Gobetti si era sempre firmato e aveva aperto nel 1923 la casa editrice “Piero Gobetti Editore”. Si chiama “Centro Studi Piero Gobetti” anche l’istituto culturale che raccoglie i suoi scritti (oltre a 50.000 titoli e a 3.800 testate giornalistiche sulla storia e il pensiero politico contemporaneo), fondato nel 1961 a Torino per iniziativa della moglie Ada Prospero, del figlio Paolo e dalla nuora Carla. Con il nome Piero, infine, è stato sepolto nel 1926 nel Cimitero monumentale parigino “Père Lachaise”.

Effettuate le verifiche presso l’Ufficio Anagrafe del Comune di Torino, la Giunta di Palazzo Marino aveva deciso di porre rimedio agli errori del passato facendo realizzare le nuove targhe che, oltre alla data e al nome corretti, riportano anche una nuova declaratoria più adeguata alla poliedrica figura di Gobetti: non più “scrittore e politico” ma “intellettuale liberale e antifascista”, parole che meglio individuano la personalità di questo giovane italiano che ha difeso la libertà di pensiero a costo della vita e ha onorato la sua Patria fino alla fine.

Redazione
14 febbraio 2013

 

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