Istat: Italia fuori da recessione. Grillo: “Tutte balle”

Istat: Italia fuori da recessione. Grillo: “Tutte balle”

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ROMA- L’ Italia è fuori dalla recessione. Lo rende noto l’Istat attestando che nel primo trimestre 2015 il Pil è tornato a crescere, con un aumento dello 0,3% (il più alto dal 2011) rispetto all’ultimo trimestre del 2014. Un risultato positivo che supera le attese degli analisti.

Secondo l’Istat la crescita congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell’agricoltura e dell’industria e di una sostanziale stazionarietà nei servizi. Dal lato della domanda, si è registrato un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) maggiore dell’apporto negativo della domanda estera netta.

“Il dato sul pil diffuso oggi dall’Istat è superiore alle nostre aspettative – ha dichiarato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

“È presto per cantare vittoria”- ha continuato- “ma questo dato è il segnale della svolta impressa all’economia dalle politiche del governo. “Con il mix di riduzione delle tasse, sostegno ai consumi, stimolo agli investimenti e riforme strutturali – prosegue Padoan in una nota – abbiamo creato le condizioni per cogliere la finestra di opportunità determinata dal Qe e dal calo del prezzo del petrolio. Non dimentichiamo che le decisioni della Bce e quelle sulla flessibilità della Commissione europea sono state rese possibili dall’atteggiamento responsabile dei singoli stati nella gestione dei bilanci e in una programmazione finanziaria in equilibrio tra risanamento e sostegno a crescita e occupazione”.
“Basta poco, troppo poco, per accendere gli entusiasmi”, dichiarano invece Adusbef e Federconsumatori in una nota congiunta. Secondo le associazioni “non possiamo ancora annunciare la fuoriuscita dalla crisi, a maggior ragione se si guarda all’andamento economico nel suo complesso. La disoccupazione è ancora su livelli altissimi, il potere di acquisto delle famiglie è ai minimi termini ed i consumi ne risentono in maniera significativa: basti pensare che nell’ultimo triennio hanno segnato un calo del -10,7%, pari ad una minore spesa di 78 miliardi da parte delle famiglie. Questi dati – concludono – restituiscono un quadro allarmante, ancora ben lontano dalla ripresa annunciata, in modo irresponsabile e prematuro, da molti”.

La Coldiretti fa sapere che “a spingere il Pil è stato certamente il balzo del 6,1% registrato nel primo trimestre 2015 nelle esportazioni italiane nei Paesi extracomunitari, con un dato record del 40% negli Stati Uniti favorito dal tasso di cambio favorevole”.

Per la Confesercenti “i dati Istat sul Pil certificano l’uscita dalla recessione ed è decisamente una buona notizia, ma la crescita resta una scommessa impegnativa come dimostra il fatto che per ora nel 2015 la variazione acquisita è un debole 0,2%”. “L’Italia pur migliorando rimane “lumaca rispetto ai Paesi dell’eurozona, alcuni dei quali registrano performance decisamente migliori”.

Più duro invece il leader M5S Bepppe Grillo che afferma: “Parlare di recessione, non recessione, dati Istat, è tutta gente che non ne ha azzeccata una dal 2008 a oggi. Siamo in una psicosi di ripresa per il calo del petrolio, perché la banca centrale ha immesso della nuova moneta, degli euro in circolo, il petrolio è basso,hanno svalutato l’euro del 20%”. E poi, rivolto ai giornalisti, Grillo aggiunge: “Siete voi che tenete in piedi le balle di questo governo. Sono solo titoli. Ma quale ripresa? Non c’è crescita, non c’è ripresa di posti di lavoro”.

Luigi Carnevale

13 maggio 2015

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