Riforme, Commissione Europea: “Incertezza su spending review, privatizzazioni in ritardo”

Riforme, Commissione Europea: “Incertezza su spending review, privatizzazioni in ritardo”

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BRUXELLES- In un documento distribuito sul proprio sito istituzionale, la Commissione Europea ha reso oggi nota l’analisi sugli squilibri macro-economici italiani.

Nelle 28 pagine, si punta il dito verso la bassa inflazione, l’alta disoccupazione e la preoccupante stagnazione del PIL (calato dell’oltre 8.5% rispetto ai livelli pre-crisi del 2008) e trapela un discreto scetticismo delle massime istituzioni europee riguardo le riforme intraprese dal Governo per porvi rimedio.

Secondo Bruxelles sono diversi i problemi strutturali dell’Italia: dall’enorme debito pubblico, che comporta eccessiva tassazione per sostenerne la spesa, alle “barriere istituzionali”, che rendono difficoltosa l’approvazione e l’attuazione di politiche riformatrici da parte del Governo, molte delle quali peraltro non convincono fino in fondo.

Se da un lato infatti la EC promuove il contenuto del Jobs Act (“Adeguato a risolvere i problemi della frammentazione del mercato del lavoro italiano”), appare poco fiduciosa riguardo la spendingreview, specialmente alla luce del fatto che viene considerata la finanziatrice di riforme chiavi dei prossimi anni.

Dubbi anche riguardo la lentezza con la quale è stato intrapreso il piano di privatizzazioni, considerato passo importante verso la riduzione di quel debito pubblico che la stessa Commissione definisce come “peso elevato e fonte di debolezza per l’economia italiananel particolare contesto di basse crescita ed inflazione”. In merito sono state però accolte positivamente alcune disposizioni del nuovo contenuto del Titolo V, che potrebbero favorire le privatizzazioni di enti locali.

Abbastanza negativo il giudizio sulla riforma della Pubblica Amministrazione, definita ancora sulla lunga strada verso la modernizzazione.

Le priorità rimangono tuttavia le riforme dell’assetto istituzionale, per le quali invece viene espresso ottimismo: il tentativo di semplificazione del panorama parlamentare, con il meccanismo maggioritario dell’Italicum e la ridefinizione delle competenze delle due Camere, è un passo verso la “riduzione della frammentazione politica” e della “lunghezza eccessiva dei tempi decisionali e di attuazione”, considerati “vero tallone d’Achille del Paese”. Timidi segnali positivi anche per l’inversione di tendenza nel pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione.

Da segnalare però che l’analisi non tiene conto degli effetti dell’ultima Legge di Stabilità: la Commissione invita ad attendere il termine del 2014 e l’inizio del 2015, per poter eventualmente- in caso di previsioni al ribasso- concordare con l’Italia un ulteriore aggiustamento strutturale.

Gianluca Pezzano

11 novembre 2014

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