Rapporto istat. l’italia non risale la china

Rapporto istat. l’italia non risale la china

rapporto-istatE’ un’Italia che prova a risalire la china con una zavorra addosso che la immobilizza. E’ così a grandi linee che l’ultimo rapporto Istat -presentato stamane alle 11 a Montecitorio dal presidente Antonio Golini- descrive la situazione italiana: «Si distingue come il Paese che ha attuato il maggior sforzo di consolidamento fiscale a fronte di una recessione tra le più profonde dell’Ue». Tuttavia non ha ottenuto i risultati attesi a causa di un effetto «avvitamento».

«Il deterioramento del quadro macroeconomico-spiega l’Istat- in parte dovuto alle manovre stesse, ha avuto un ruolo molto rilevante». «La bassa crescita», causata anche da manovre fiscali restrittive, «ha in parte vanificato lo sforzo» di consolidamento dei conti pubblici.

Nonostante le prospettive non proprio rosee descritte secondo l’Istat si prevede un aumento del prodotto interno lordo pari allo 0,6% quest’anno in termini reali, dell’1% nel 2015 e dell’1,4% nel 2016. Se negli anni di crisi a sostenere la produzione sono state soprattutto le esportazioni, invece da quest’anno dovrebbero migliorare i consumi interni: la domanda al netto delle scorte è prevista in crescita dello 0,4%. Un miglioramento delle condizioni di accesso al credito dovrebbe ulteriormente spingerela spesa delle famiglie, «sostenuta da un incremento del reddito disponibile nominale superiore all’inflazione al consumo».

E’ il Rapporto stesso a suggerire che «per mantenere i risultati conseguiti sembrerebbe opportuno attuare politiche per la crescita».

Luigi Carnevale
28 maggio 2014

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