La Commissione europea bacchetta l’Italia: troppi squilibri macroeconomici

La Commissione europea bacchetta l’Italia: troppi squilibri macroeconomici

squilibri-macro-ecomomiciL’Europa ammonisce nuovamente l’Italia: dal rapporto pubblicato dalla Commissione Ue si evince che è stato alzato il livello di allerta sull’Italia, che passa da “paese con semplici squilibri macroeconomici a paese con squilibri eccessivi”. Insieme all’Italia troviamo anche Croazia e Slovenia, mentre la Spagna non fa più parte di questo gruppo di paesi che presentano grosse anomalie.

Il “J’accuse” di Bruxelles è volto in primis alla limitata produttività del lavoro, che è ritenuta una delle cause principali dell’alto debito pubblico e della scarsa competitività dell’Italia: entrambi derivano dalla lenta crescita della produttività e richiedono interventi urgenti. Per Olli Rehn, commissario Ue agli affari economici “fronteggiare le sfide dell’economia italiana richiede azioni politiche decise e un forte impegno, incoraggiamo il nuovo governo a compiere tali azioni per rafforzare la crescita e creare posti di lavoro. Vogliamo sostenere l’Italia in questo percorso”. Se il Paese non dovesse prendere misure adeguate e mancasse ripetutamente l’impegno a definire un piano di correzione “sufficiente” rischierebbe una sanzione finanziaria fino allo 0,1% del Pil (pari a 1,5 miliardi di euro).

Il Ministero dell’economia e della finanza ha prontamente risposto a quanto emerso dall’analisi svolta in sede europea, e attraverso il suo sito rende noto che “L’Esecutivo intende dare una svolta al processo di riforma per rafforzare la competitività e garantire una crescita forte, sostenibile e ricca di posti di lavoro. Le riforme annunciate saranno tradotte operativamente in un cronoprogramma che sarà inserito nel prossimo Programma Nazionale di Riforma”. Proseguendo si legge “la competitività dell’economia italiana è oggi limitata dall’elevato cuneo fiscale sul costo del lavoro, un problema che il Governo si accinge ad affrontare con determinazione. Tuttavia la capacità di reazione dell’economia e il ribilanciamento dei conti con l’estero consentono di avere fiducia sulla presenza di una forte capacità di adattamento e flessibilità del sistema produttivo nazionale”. Di più: “Lo sforzo per correggere l’andamento dei conti pubblici è stato significativo negli ultimi due anni, con un aggiustamento fiscale di circa 3 punti percentuali in termini strutturali grazie al quale la soglia del 3% non è stata superata. Questo ha consentito di contenere l’aumento del rapporto debito/PIL. Pur in un contesto molto difficile, l’Italia ha mantenuto e rafforzato la propria stabilità economica e finanziaria. L’uscita dalla procedura per disavanzi eccessivi dell’Unione europea è uno dei risultati visibili di quest’azione”.

Bruxelles riconosce che raggiungere gli obiettivi “sarà una sfida molto difficile” per l’Italia. Anche perché la manovra 2014 “appare insufficiente”, nonostante “nel 2013 l’Italia abbia fatto progressi verso il raggiungimento dell’obiettivo di medio termine”. Questo è uno dei motivi per cui il Paese finirà sotto stretto monitoraggio della Commissione, che farà frequenti rapporti all’Eurogruppo. Un primo piano è atteso per aprile.

Davide Lazzini
6 marzo 2014

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