Aumenta la disoccupazione, un giovane su due è senza lavoro

Aumenta la disoccupazione, un giovane su due è senza lavoro

disoccupazione-giovaniCresce il tasso di disoccupazione in Italia, l’Istat ha diffuso nuovi dati a riguardo e la percentuale – riferita a gennaio – è nuovamente salita, arrivando al 12,9%. Cresce anche la disoccupazione giovanile, che si attesta intorno al 42,4%: un dato preoccupante perché evidenzia che quasi un giovane su 2 è disoccupato. Si tratta del tasso più alto dall’inizio delle serie storiche mensili, ovvero gennaio 2004, e di quelle trimestrali, cioè il primo trimestre del 1977. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 293 mila, aumenta dell’1,9% rispetto al mese precedente (+60 mila) e dell’8,6% su base annua (+260 mila).

I dati non sono per nulla confortanti, anche perché bisogna tenere in considerazione i soggetti che un lavoro non l’hanno mai avuto o che hanno smesso di cercarlo del tutto. Per rendere ancora più chiara la situazione è sufficiente confrontare i dati italiani con quelli tedeschi: il tasso di disoccupazione in Germania è diminuito nel mese di gennaio, i dati, diffusi dall’Ufficio federale di statistica, dimostrano che è sceso al 5% a gennaio, in calo dello 0,4% rispetto allo scorso anno. La dimensione dell’emergenza occupazionale italiana emerge anche osservando l’andamento del mercato del lavoro nell’intero 2013: secondo l’Istituto di statistica, l’anno scorso gli occupati sono diminuiti di 478 mila persone (-2,1%) rispetto al 2012, ovvero di quasi mezzo milione. I disoccupati, nella media del 2013, hanno raggiunto quota 3,1 milioni con un aumento del 13,4% rispetto al 2012. L’anno scorso il tasso medio di disoccupazione è arrivato al 12,2%, mentre si attestava al 10,7% l’anno precedente.

Urge un’immediata inversione di tendenza, fermare l’emigrazione dei giovani, impedire che il suicidio per motivi economici dilaghi e diventi unico protagonista delle cronache, serve più rispetto da parte delle istituzioni verso il capitale umano: il neonato governo deve raccogliere la sfida e operare in tempi rapidissimi onde evitare che le tensioni – già ben marcate – possano degenerare del tutto trasformandosi in violenza.

Davide Lazzini
28 febbraio 1956

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