UE e India firmano il più grande accordo commerciale di sempre: sfida al protezionismo Trump

L’Unione europea e l’India hanno annunciato ieri, 27 gennaio, il più ampio e ambizioso accordo di libero scambio mai firmato dalle due parti, in occasione del 16° Vertice UE-India a Nuova Delhi. La firma rappresenta un momento storico che arriva dopo quasi vent’anni di negoziati e riflette la crescente necessità dell’Europa di diversificare i propri partenariati strategici in un contesto geopolitico sempre più complesso.
L’accordo rafforzerà i legami economici tra la seconda e la quarta economia mondiale, sottolineando il loro impegno congiunto per l’apertura economica e il commercio basato su regole. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “In un mondo sempre più instabile, l’Europa sceglie la cooperazione e i partenariati strategici” un messaggio chiaramente indirizzato alle politiche protezioniste dell’amministrazione Trump.
I numeri dell’intesa sono impressionanti. L’Ue e l’India scambiano già beni e servizi per oltre 180 miliardi di euro l’anno, sostenendo circa 800 mila posti di lavoro nell’Unione. Secondo le stime della Commissione europea, l’accordo consentirà di raddoppiare le esportazioni di beni europei verso il gigante asiatico entro il 2032, grazie all’eliminazione o alla riduzione dei dazi sul 96,6% delle esportazioni europee. Il risparmio complessivo per le imprese dell’UE è stimato in circa 4 miliardi di euro l’anno.
Il settore agroalimentare rappresenta una delle maggiori opportunità. Al centro dell’intesa c’è il settore agroalimentare, caratterizzato da elevati livelli di protezione tariffaria in India, con dazi medi superiori al 36% e punte fino al 150%. Le riduzioni saranno significative: i dazi sui vini scenderanno dal 150% al 75% all’entrata in vigore e successivamente fino al 20%; i dazi sull’olio d’oliva passeranno dal 45% allo 0% nell’arco di cinque anni; per i prodotti agricoli trasformati, come pane, biscotti e dolciumi, è prevista l’eliminazione di dazi fino al 50%.
Nel settore automobilistico, l’accordo comporterà una riduzione dei dazi attuali del 110% su automobili e componenti, aprendo l’accesso a uno dei mercati più importanti al mondo. Anche qui, le prospettive di crescita sono significative per i produttori europei.
Bruxelles ha comunque protetto i settori agricoli più sensibili. Restano integralmente protetti prodotti come carne bovina, carne di pollo, riso, zucchero, latte in polvere, miele, banane, grano tenero, aglio ed etanolo, una scelta che riflette le pressioni politiche degli agricoltori europei.
L’accordo non entrerà subito in vigore, perché richiede l’approvazione dei governi europei e del Parlamento Europeo. La Commissione auspica l’entrata in vigore dal 2027. Oltre all’accordo commerciale, è previsto un sostegno dell’UE di 500 milioni di euro nei prossimi due anni per sostenere gli sforzi dell’India volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e accelerare la sua trasformazione industriale sostenibile.
In definitiva, l’accordo rappresenta una risposta europea al crescente protezionismo americano, confermando la volontà di Bruxelles di costruire una rete di partenariati strategici capace di contrastare le turbolenze commerciali globali.





