Recessione italiana fatti coraggio

Recessione italiana fatti coraggio

recessioneIl Fondo monetario internazionale (FMI) ha tagliato le stime di crescita dell’economia globale. Il Pil mondiale crescerà  quest’anno del 3,1%  (0,2 punti percentuali in meno rispetto ad aprile), e del 3,8% nel 2014 (-0,2 punti percentuali su aprile). Il perdurare della crisi mondiale peggiora la situazione della nostra economia. Infatti, secondo l’aggiornamento del World economic outlook dello scorso aprile, la contrazione a fine anno sarà dell’1,8%, mentre per l’anno prossimo la crescita sarà solamente dello 0,7% (+0,5% ad aprile). Dunque nessun segno di ripresa per quest’anno.

Il fattore di criticità più recente sottolineato dagli economisti di Washington è rappresentato dalla “crescita più lenta in diversi mercati emergenti chiave”, che si aggiunge a “un notevole indebolimento della domanda interna” e al “protrarsi della recessione nell’Eurozona.  Le politiche di austerità ahimè, non stanno giovando affatto all’economia europea ed in particolare a quella italiana. Il rigore sta’ aggravando ed allungando la crisi. La nostra classe dirigente ha perso d’occhio le vere priorità, che non sono quelle del pareggio di bilancio (sicuramente importante ma non prioritario), bensì quelle rivolte al mercato del lavoro.

Nel comunicato del Fondo Monetario si legge che il perdurare della crisi è legato all’indebolimento della domanda interna. E’ quello che molti economisti, come Krugman, Stiglitz Piga, sostengono. Ovvero che senza domanda interna (maggiori spese pubbliche, nella forma di domanda di beni, servizi, lavori pubblici al settore privato) l’economia stenta (per usare un eufemismo) a ripartire. Solo in questo modo sarà possibile abbattere il debito pubblico e la disoccupazione. Allora cosa iniziare a fare?

Cooperazione fra Stati in affanno. Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Francia dovrebbero avere una linea comune;  ovvero, un’alternativa alla politica del rigore tanto amata dai falchi del Nord. Si può fare. Abbiamo bisogno di una vera classe dirigente che non si occupi solamente di Imu o di F35. I problemi veri sono altri. Lavoro, Piccole e medie imprese, istruzione e protezione delle fasce meno abbienti. Solo in questo modo il Paese potrà risollevarsi. Fino a quando non verranno presi provvedimenti seri in merito, le stime saranno sempre negative. Responsabilità, determinazione e volontà sono le parole chiave per i nostri politici. Non ci sono soluzioni. In questo periodo di profonda crisi politica, economica e valoriale è opportuno ricordare le famose parole del Presidente Pertini: “La moralità dell’uomo politico consiste nell’esercitare il potere che gli è stato affidato al fine di perseguire il bene comune”. Il concetto di moralità degli uomini politici, ai giorni nostri, potrebbe apparire forse un po’ troppo vintage.

di Marco Franco
(@MFranco1986)

10 luglio 2013

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