Mostre da vedere a settembre a Roma

Con la fine dell’estate arrivano anche le ultime passeggiate per le strade della città. E quale modo migliore per accompagnarle se non con una visita al museo, approfittando degli ultimi giorni per vedere mostre che stanno per concludersi?
La selezione di settembre attraversa linguaggi e mondi diversi: dall’arte contemporanea ai miti cavallereschi, fino ai percorsi dedicati alla costruzione delle immagini e alla ricerca degli artisti. Tre occasioni per scoprire Roma attraverso prospettive diverse, prima che cali il sipario sulle esposizioni. Ora non resta che scegliere da quale cominciare.
Lirismo Indifeso – Percezioni riflesse di Franco Onali – Palazzo Merulana

Opera di Francesco Onali.
Inaugurata a luglio, è ormai agli ultimi giorni la mostra “Lirismo Indifeso – Percezioni riflesse” dedicata a Franco Onali e ospitata a Palazzo Merulana, a Roma, fino al 27 settembre.
Il titolo Lirismo Indifeso riprende un’espressione utilizzata dal critico Dario Micacchi per descrivere la natura della ricerca dell’artista: una pittura libera da costruzioni teoriche rigide, nella quale il significato delle opere rimane aperto e nasce anche dall’osservazione personale dello spettatore. La mostra raccoglie circa 25 dipinti, accompagnati da documenti e materiali audiovisivi, e ripercorre oltre cinquant’anni di ricerca del pittore italiano. L’esposizione non vuole però limitarsi a raccontarne la carriera in ordine cronologico.
A curarla è Jacopo Bucciantini, che ha scelto di costruire un percorso capace di mostrare non soltanto l’evoluzione della pittura di Onali, ma soprattutto il modo in cui l’artista arriva a costruire le proprie immagini. Le opere nascono infatti da intuizioni, suggestioni interiori e processi immaginativi, senza aderire stabilmente a una corrente artistica o a un preciso programma teorico. Il risultato è una mostra che invita a guardare la pittura di Onali non tanto per cercare una spiegazione univoca, quanto per entrare nel suo particolare universo visivo e lasciarsi guidare dalle immagini.
La mostra rimarrà a Palazzo Merulana fino al 27 settembre e sarà possibile visitarla agli orari consultabili sul sito ufficiale cliccando qui.
Helidon Xhixha. Lumex ex terra – Case Romane del Celio

Helidon Xhixha. Lumex ex terra, Case Romane del Celio, Roma
Helidon Xhixha. Lumen ex terra è una mostra di scultura contemporanea che trova una delle sue caratteristiche più interessanti proprio nel luogo che la ospita: le opere non sono esposte all’interno di un museo, ma in un sito archeologico, le Case Romane del Celio. Un contesto che rende l’esperienza ancora più suggestiva e crea un particolare dialogo tra la storia antica di Roma e la contemporaneità.
La mostra è curata da Romina Guidelli e Andrea Poleschi e organizzata da CoopCulture. Il percorso espositivo presenta alcune delle opere più note dell’artista, tra cui Torso d’acciaio, Teuta, Dea d’acciaio, Reflection e Harmony of Light.
Di origine albanese, Helidon Xhixha è conosciuto soprattutto per le sue sculture realizzate in acciaio inox lucidato a specchio. È proprio sulla capacità riflettente del materiale che si concentra la sua ricerca: chi osserva le opere non rimane un semplice spettatore, ma entra fisicamente a far parte dell’immagine riflessa sulla superficie delle sculture.
Il rapporto con l’ambiente circostante diventa così fondamentale. Muovendosi tra le opere, il visitatore può vedere cambiare continuamente ciò che viene riflesso: le architetture, gli affreschi, la luce e le persone si deformano e si ricompongono sulle superfici metalliche. Le sculture sembrano quindi trasformarsi a seconda della prospettiva e della posizione di chi le osserva, creando un’esperienza ogni volta diversa.
È proprio questo gioco tra luce, materia, spazio e riflesso a rendere particolarmente interessante il lavoro di Xhixha, soprattutto in un luogo ricco di stratificazioni storiche come le Case Romane del Celio.
Fino al 27 settembre, è possibile immergersi nelle opere di Xhixha e osservare da vicino le sue sculture conteporanee. Gli orari di apertura e la prenotazione dei biglietti è possibile cliccando qui.
Ida Saitta. I Paladini di Sicilia. Araldi della contemporaneità – Palazzo Albertoni Spinola

Ida Saitta, La bellissima Angelica, figlia del re del Catai: lo sposalizio minacciato dal fratello Argalia, olio, vernice, sabbia e corallo, cm. 97×127.
A Palazzo Albertoni Spinola arriva una mostra dedicata ai Paladini di Sicilia: Orlando, Angelica, Carlo Magno, Ruggiero, Atlante e Brigliadoro. L’artista palermitana Ida Saitta li interpreta nelle sue opere non semplicemente come personaggi dell’Opera dei Pupi, ma come simboli di libertà, giustizia, memoria e identità.
L’idea è quella di portare il mito cavalleresco nel presente, trasformando i Paladini in figure capaci di rappresentare valori ancora imprescindibili, ma anche di mantenere vivo lo sguardo sulla cultura e sull’identità siciliana. Una tradizione antica che, attraverso l’arte contemporanea, trova così una nuova forma e un nuovo significato.
Alla base della ricerca di Saitta c’è il “Magnetismo Lineare”, un linguaggio artistico sviluppato dall’artista nel quale la linea assume un ruolo centrale. Attraverso il segno, le figure dei Paladini acquistano movimento e dinamismo, tanto da sembrare quasi muoversi e combattere davanti allo spettatore.
Il curatore della mostra, Giuseppe Ussani d’Escobar, riprende proprio questo concetto per leggere i Paladini come testimoni vivi di una lotta che non appartiene soltanto al passato: figure che invitano a non smettere mai di battersi per la libertà e la giustizia, valori che continuano a parlare anche al presente.
Fino al 30 settembre, sarà possibile visitare Ida Saitta. I Paladini di Sicilia. Araldi della contemporaneità in base gli orari di apertura riportati sul sito ufficiale.




