Un’emergenza incendi fin troppo prevedibile

Un’emergenza incendi fin troppo prevedibile
Fonte immagine: Ansa

La falsa emergenza-incendi è un segno distintivo delle estati italiane, decisamente poco nobile ed edificante: è una costante estiva, una ricorrenza annuale. Una tradizione che sancisce la vittoria degli interessi criminali e del vandalismo a discapito dell’ambiente e delle generazioni future. La dolosità di alcuni roghi è ormai appurata e palese, aggravata dalle condizioni di gravissima siccità e forte vento che stanno affligendo il nostro paese. Appiccare incendi che devastano enormi distese di terreno, allevamenti e campi coltivati è sintomo di un’inciviltà profonda e collaudata. Atti riconducibili a singoli episodi di vandalismo o agli interessi della criminalità organizzata: quello che risulta sono 26024 ettari di bosco inceneriti e danneggiati irreparabilmente. Da metà giugno a oggi i roghi non hanno dato tregua alla popolazione del Centro e del Sud Italia, maggiormente colpite le regioni come la Toscana, il Lazio, la Campania, la Sicilia, la Calabria e la Sardegna. La Sicilia è la regione più colpita con 13052 ettari distrutti dal fuoco, seguita dalla Calabria con 5826 ettari distrutti, poi ci sono Campania con 2461, Lazio con 1635, Puglia con 1541, Sardegna con 496, Abruzzo con 328, Marche con 264, Toscana con 200, Umbria con 134 e Basilicata con 84. Siccità e dolo: le cause dei 60 milioni di euro di danni provocati da roghi e dalla drasticia diminuzione di pioggia (90,8%) rispetto alla media stagionale, soltanto in Umbria. Questa la stima di Coldiretti Umbria. Coldiretti Calabria calcola invece 300 milioni di euro di danni, ai quali vanno aggiunti i danneggiamenti incalcolabili alla biodiversità. Molte aziende hanno perso raccoti di grano e animali da allevamento.

Gli incendi ancora in corso

I vigili del fuoco stanno attualmente lavorando in diverse zone d’Italia, per contenere le fiamme e le perdite. A Castel Fusano l’incendio appiccato ieri, quasi certamente da un 22enne, un idraucolico originario di Busto Arsizio, ha distrutto gran parte della pineta, dove sono divampati tre incendi; alcune abitazioni sono state evacuate. Anche nella pineta Acque Rosse di Ostia è in corso un altro intervento a causa di un ulteriore rogo. Il Lazio è colpito in diverse zone contemporaneamente: da ieri i vigili del fuoco hanno eseguito più di 60 interventi: a Cerveteri, Anguillara, Cesano, Civitavecchia, Ostia, Ladispoli. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha chiesto lo stato di emergenza, considerando che nel 2016 sono state 47 le ore di volo degli elicotteri, mentre quest’anno hanno già superato le 700.

La situazione è critica anche in Campania, dove nella zona vesuviana, dalle prime ore del giorno è ripreso il lavoro di squadre a terra e canadair. A San Giuseppe Vesuviano, durante la notte, l’incendio si è esteso fino a Ottaviano. Sulla natura dolosa degli incendi non rimangono molti dubbi, come spiega anche il procuratore reggente di Napoli, Nunzio Fragliasso: «siamo in una fase preliminare, ma tutto fa propendere per la natura dolosa degli incendi». Anche i carabinieri rifiutano l’idea dell’autocombustione: «qui c’è la mano di una o più persone» asserisce il comandante della Regione Forestale Campania, Sergio Costa. La distanza fra i vari roghi e il fatto che vengano riaccesi durante la notte negli stessi punti sono le prove del dolo, anche se le dinamiche e le modalità restano ancora da chiarire e analizare. Intanto a Giugliano, le fiamme hanno provocato la prima vittima: un commerciante cinquantacinquenne, che aveva tentato di mettersi in salvo salendo sul tetto del suo capannone, ma il lucernario ha ceduto e l’uomo ha impattato con violenza a terra. Brucia anche la collina di Posillipo, dove in via Petrarca le fiamme sono arrivate fino alla strada, costringendo gli abitanti ad evacuare dalle loro case. Così come la riserva degli Astroni ad Agnano.

A Palermo gli incendi non sono limitati soltanto alle zone boschive, ma vengono incendiati anche depositi di cassette di legno, a riprova della dolosità che caratterizza questi atti.

Anche in Sardegna continuano gli interventi con elicotteri e canadair fra Loculi e Irgoli; su Alà dei Sardi sono impegnati due canadair e quattro elicotteri regionali, oltre alle squadre a terra. Il vasto incendio, che ha interessato le frazioni di Berruiles, Ludduì e Agrustos, ha portato all’evacuazione di oltre mille persone, per la maggior parte ospiti di strutture turistiche.

In Basilicata, è stato spento durante la notte un incendio che ha colpito Metaponto di Bernalda, in provincia di Matera, dove è stato necessario evacuare 700 persone, ospiti in tre campeggi.

In Toscana continuano invece i roghi a Marina di Grosseto e nella pineta di Fiumana.

La Protezione civile dichiara che «prosegue l’impegno straordinario degli equipaggi di canadair ed elicotteri della flotta aerea dello stato». I mezzi impiegati sono 13 canadair e 9 elicotteri del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, 4 elicotteri della Difesa e 2 canadair francesi a supporto. Proprio questi ultimi sono stati motivo di smentita per il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, che la scorsa settimana aveva vantato un suo intervento diretto per ottenere in dotazione canadair dall’estero. Dopo la smentita dell’ambasciata francese in Italia, che precisa che i canadair sono stati mandati dalle autorità francesi su richiesta della Protezione civile italiana, il vicepresidente ha sviato ogni possibile confronto in merito all’argomento, limitandosi a sostenere che «in questo caso è stata l’ambasciata a mentire».

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