Terremoti e tsunami artificiali, la guerra ambientale per il dominio del mondo è già iniziata?

di Roberto Mattei

Secondo i sostenitori della teoria del complotto, alla base dei cambiamenti climatici e delle scosse sismiche di una certa intensità rilevate in questi ultimi anni, ci sarebbe la tecnologia HAARP, utilizzata per scopi diversi da quelli ufficiali.Si chiama HAARP – High-Frequency Active Auroral Research Project – il progetto attivo aurorale di ricerca ad alta frequenza del governo degli Stati Uniti d’America che da circa 20 anni è oggetto di discussione in tutto il pianeta; alcuni studiosi avrebbero infatti individuato in queste ricerche un’arma elettromagnetica in grado di creare terremoti artificiali e controllare i fenomeni climatici.

Ufficialmente gli studi perseguono due obiettivi distinti: uno civile, per la ricerca scientifica sulle proprietà degli strati alti dell’atmosfera e della ionosfera, i cui risultati sono di dominio pubblico; l’altro militare, per concepire nuove e avanzate tecnologie nelle comunicazioni radio, i cui esiti non vengono pubblicati. Pare che le ricerche nel campo della Difesa riguardino le comunicazioni radio a lunga distanza e quelle con i sottomarini, per le quali l’uso di onde radio riflesse dalla ionosfera sembrano mostrare grandi potenzialità.

 

La struttura di ricerca ionosferica è ubicata all’interno di una base dell’USAF, vicino a Gakona, in Alaska, ed è costituita da 180 antenne alte 22 metri, disposte in 15 colonne da 12 file, con una potenza trasmittente di 3600 Kw. Ciascuna antenna corrisponde a un dipolo a croce che può essere polarizzato in modo lineare o circolare per la trasmissione e la ricezione, capace di propagare onde elettromagnetiche ad alta frequenza fino a 350 Km di distanza. Le onde radio diramate dall’impianto colpendo la ionosfera la riscaldano e provocano delle leggere perturbazioni simili a quelle provocate dalla radiazione solare ma notevolmente più deboli.  Lo scopo è proprio quello di studiare in che modo queste perturbazioni influiscono sulle comunicazioni a breve e lunga distanza. Fin qui, lo ricordiamo, abbiamo fatto riferimento alle informazioni ufficiali. Esiste tuttavia una teoria del complotto su tale argomento, che tra l’altro ha dato vita a dei veri e propri movimenti NO HAARP, secondo la quale la struttura di Gakona è in grado di bombardare la ionosfera con migliaia di GIGA-WATTS provocando cose inimmaginabili per noi comuni mortali. Se volete veramente sapere di cosa si tratta tenetevi forte, perché le rivelazioni fatte dai sostenitori della teoria della cospirazione, se fossero comprovate da dati certi e inconfutabili, potrebbero distruggere il mondo in pochi secondi.

Gran parte delle informazioni che tratteremo sono state ricavate dal libro “Angels Don’t Play This Haarp: Advances in Tesla Technology”, scritto dai dottori Nick Begich e Jeane Manning, scopritori del segreto, ed edito dalla Earthpulse Press. Secondo le indagini pubblicate da questi ricercatori, tali tecnologie possono, anche a distanza di migliaia di chilometri: danneggiare la salute e il comportamento umano, le rotte migratorie degli animali, modificare in maniera mirata le condizioni climatiche di qualsiasi regione del globo, eseguire una penetrazione tomografica terrestre provocando terremoti e maremoti di ogni intensità. Tutto partirebbe da una serie di scoperte fatte dal fisico e ingegnere croato, naturalizzato americano, Nikola Tesla, agli inizi del secolo scorso.

Egli aveva compreso che la cavità Terra-ionosfera era paragonabile a un grande condensatore elettrico, le cui armature erano costituite da due sfere concentriche: la Terra e la ionosfera. La carica di questo condensatore rimaneva approssimativamente costante nel tempo poiché attraverso le variazioni meteorologiche era possibile la continua rigenerazione del campo elettrico. Pensò così di sfruttare questo “serbatoio” naturale per studiare le diverse applicazioni delle onde radio a bassissima frequenza, prima tra tutte l’erogazione di energia elettrica a lunghe distanze senza l’utilizzo di cavi elettrici.

Dopo aver costruito un’enorme torre, che utilizzò come trasmettitore di energia, Tesla riuscì ad accendere 200 lampadine a 40 Km di distanza. Nessun gioco di prestigio,  tecnologie aliene o cose dell’altro mondo. Il segreto era tutto nella frequenza magnetica che doveva essere la stessa tra trasmettitore e ricevente. Lo scienziato aveva così scoperto che ogni oggetto possiede una sua naturale “frequenza risonante” e che se sollecitato sulla stessa lunghezza d’onda iniziava a vibrare, fino alla frattura. Avvalorò ulteriormente questa sua scoperta con un fatto accidentale, osservando un oscillatore meccanico che aveva realizzato per curare i pazienti affetti da disturbi gastrointestinali. Il  macchinario era ancorato a una colonna del suo laboratorio, ubicato all’interno di un palazzo a 4 piani. In fase di regolazione della frequenza trovò un valore capace di far vibrare l’intero palazzo. Sembrava quasi che fosse in atto un movimento tellurico vero e proprio e fu costretto a disattivare immediatamente l’apparecchiatura per non provocare il crollo dell’edificio. Il principio è lo stesso del cantante in grado di rompere un bicchiere con la propria voce. La frequenza di risonanza è quella che l’oggetto emette quando viene colpito oppure quando ad esempio facciamo scorrere un dito umido sul suo bordo. E’ sufficiente riprodurre questa nota con la voce a un volume abbastanza forte per  far vibrare il bicchiere fino a romperlo.

Da questa esperienza Tesla comprese la pericolosità delle sue scoperte qualora fossero finite nella mani di uomini o società senza scrupoli. Attraverso le basse frequenze era possibile non solo provocare terremoti di elevatissima potenza ma anche: alterare le correnti nell’alta atmosfera e modificare il clima; interagire con l’attività bioelettrica del cervello e la naturale vibrazione delle molecole del corpo. Oggi sappiamo bene che gli ultrasuoni possono alterare l’attività cerebrale e altre funzioni biologiche e di conseguenza attraverso adeguate nozioni è possibile mutare il livello di coscienza. La gamma di frequenza al livello basso dello spettro uditivo è inferiore alle frequenze udibili per cui tutto può avvenire senza alcun accorgimento e coinvolgimento da parte nostra. I progetti dell’inventore serbo vengono menzionati in molte moderne applicazioni militari tra cui la realizzazione di armi elettromagnetiche, inquadrate nel progetto “Scudo Stellare”, in grado di confondere o interrompere i sofisticati sistemi guida di missili e aerei coprendo estese aree della Terra, annientare i satelliti spia e ogni forma di comunicazione radio. E’ possibile allora pensare che l’installazione HAARP venga utilizzata solo per scopi di ricerca senza sfruttarne le potenzialità belliche che abbiamo appena descritto che ne fanno un’arma silenziosa contro il mondo e l’umanità? C’è forse qualche relazione tra i numerosi esperimenti nucleari portati avanti da molti paesi del mondo, terremoti, cambiamenti climatici e HAARP?

Già i russi, in passato, venuti in possesso di alcuni documenti di Tesla custoditi a Belgrado, erano riusciti a costruire un gigantesco generatore denominato “Pamir”, auto-trasportabile. Il macchinario era costituito da una serie di “cannoni” elettromagnetici che, attraverso l’interazione di un esplosivo chimico e un solenoide, riuscivano a generare forti correnti elettriche. Iniettando questa energia nel terreno, in corrispondenza di una faglia o di una qualsiasi falda acquifera era possibile sollevare, far scivolare o addirittura spaccare una placca scatenando devastanti terremoti, tsunami o eruzioni vulcaniche anche in aree molto distanti dalla zona sollecitata. Ecco spiegato il motivo per cui dopo ogni esperimento nucleare sotterraneo, nei giorni successivi si scatenava un terremoto anche a centinaia di chilometri di distanza. Una scoperta che i sismologi sovietici avevano già fatto negli anni sessanta e che oggi molti fanno finta di non conoscere. E se le antenne del sistema HAARP fossero realmente i cannoni di un nuovo macchinario in grado di provocare terremoti? Effettivamente, come segnala il popolo NO HAARP, una analogia con il generatore Pamir esiste. Abbiamo infatti affermato che per produrre un flusso elettromagnetico è necessario un solenoide, del particolare materiale chimico e una bocca da fuoco in grado di “sparare” gli effetti della reazione. Immaginate se i nostri cannoni fossero le gigantesche antenne HAARP e la ionosfera il nostro solenoide. Basterebbe somministrare le giuste sostanze chimiche per produrre energia. Ciò – sempre secondo i sostenitori della teoria del complotto – accadrebbe spargendo in cielo, con l’ausilio di aeromobili, alte concentrazioni di ozono, azoto, alluminio, torio, composti del bario e altri materiali. Ciò giustificherebbe le misteriose scie chimiche osservabili in cielo subito dopo il passaggio di un aeroplano. Le sostanze chimiche reagendo con la ionosfera e i flussi magnetici produrrebbero una grandissima quantità di energia che potrebbe essere direzionata ovunque: in cielo per stravolgere il clima con uragani, tempeste tropicali e processi di desertificazione; in terra provocando scosse sismiche; in mare per generare distruttivi maremoti. In una intervista realizzata dal direttore di Radio Base Popolare Network, al Generale in ausiliaria dell’Esercito Italiano Fabio Mini, scrittore e autore di numerosi libri, vengono citati i terremoti, gli tsunami e il controllo del clima come i nuovi obiettivi per lo sviluppo di armi. L’alto ufficiale evidenzia anche che non ci sono prove effettive che un determinato terremoto o tsunami sia stato provocato artificialmente ma sottolinea che le tecnologie per realizzare cataclismi artificiali sono già una realtà. A sostegno di questa tesi i fautori della teoria del complotto sostengono che i grafici HAARP, riportati sul sito ufficiale (ecco il link: http://137.229.36.30/cgi-bin/scmag/disp-scmag.cgi), presentano delle ampie escursioni della “Power Spectral Density” proprio alcuni giorni prima di un evento tellurico.

Allora, cosa dire? Siamo di fronte a fantasie scaturite da visionari e accaniti ambientalisti oppure si tratta di una realtà nascosta da non sottovalutare? Una cosa è certa, una convenzione contro le modifiche ambientali esiste a livello europeo dal lontano 1977 a testimonianza che oltre ad essere vietate dalle legge, le“guerre ambientali” sono possibili. Sorge a questo punto un dubbio più che lecito: chi ha causato il terremoto di Sumatra del 2004, quello di Haiti del 2010, in Cile e Giappone nel 2011, la natura o l’uomo? Questi terremoti sono forse stati preceduti da esperimenti nucleari da parte di qualche paese o da strani diagrammi HAARP? Come sempre rimandiamo a voi lettori questa curiosa indagine. Il nostro compito è stato quello di raccontare i fatti e le “credenze popolari” affinché, prima o poi, si possa giungere alla verità.

 

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