“Domani è già oggi”: mostra fotografica di Luigi Salvioli

L’integrazione, di cui tanto si parla, tra i tanti percorsi culturali  passa anche dall’arte con “Domani è già oggi”, progetto fotografico di Luigi Salvioli in mostra ad Officina Giovani.
La mostra fotografica “Eranvi rose”, nella sala eventi, è stata realizzata nell’istituto Mascagni da Rachele Salvioli e Luca Poli, con 500 fotografie scattate agli alunni di una delle scuole in cui l’integrazione si fa più sentire.
In questa scuola la presenza di bambini stranieri arriva circa al 40-50% in ogni classe. Nella sala accanto, grazie al Museo Pecci, è in esposizione Wild Aspirations, ritratti fotografici di bambini cinesi realizzati da Chou Ching-Hui, premiata a Berlino, Hong Kong, Shanghai e Taiwan, ed è presente un video art di fotografi a tema multietnico curato da Luigi Salvioli in occasione di Reggio Emilia Fotografia Europa.
«Siamo rimasti subito entusiasti del progetto e delle foto – dice Giorgio Silli, assessore comunale all’integrazione – che trasmettono la speranza per il futuro». «Seguiamo molti progetti, in una città dove convivono 116 etnie – continua l’assessore provinciale Loredana Ferrara – ma “Eranvi Rose” coglie il senso del territorio pratese. “Domani è già oggi” perché Prato è già una città multiculturale e integrazione non significa assimilazione, ma rispetto delle diversità altrui».

I bambini fotografati sono «bambini in ogni caso, al di là del colore della pelle o della lingua – dice Laura Papini, preside della Mascagni – a scuola si insegna l’integrazione sul campo e riusciamo anche a coinvolgere le famiglie dei bambini stranieri che difficilmente si avvicinerebbero. Entrare in una classe e vedere tanti bambini tutti diversi è uno spettacolo bellissimo».
La fotografia è sicuramente uno dei mezzi più potenti per parlare di integrazione: «Non si può parlare e basta – spiega Luigi Salvioli – l’arte può agire più di quanto si pensi: uscirà nelle librerie un volume di 500 pagine con introduzione della Bonino, con le fotografie dei bambini di Eranvi Rose. Con questo progetto abbiamo riempito un contenitore in modo intelligente, umano e progressista: senza integrazione non c’è cultura, e non ci sono passi avanti». Anche se, come sottolinea Sabrina Giannini, giornalista di Report «una mostra così andava fatta anche 30 anni fa: forse si sarebbero evitati alcuni problemi legati all’immigrazione massiccia e all’illegalità, che fa comodo ai cinesi, ma anche agli italiani».

 

Redazione

12 gennaio 2013

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