Anonymous: azioni a supporto della striscia di Gaza

Dopo gli innumerevoli attacchi compiuti nel corso degli anni il clan degli hackers Anonymous dietro il sorriso beffardo di Guy Fawkes (eroe della congiura delle polveri e simbolo del collettivo) è tornato a colpire con la consueta procedura. Questa volta hanno preso parte nel conflitto Israelo-Palestinese.

L’offensiva attuale dell’esercito israeliano contro i gruppi armati della striscia di Gaza ha sensibilmente colpito e dunque motivato ad agire gli Anonymous. Offesi al punto tale da lanciare attacchi destinati a bloccare decine di siti internet di organizzazioni israeliane. Secondo Anonymous, 650 istituzioni private e pubbliche sono state colpite e una cinquantina di siti web sarebbero inutilizzabili, tra i quali il sito della potente Bank of Jerusalem e il sito del ministero degli Affari esteri dello Stato ebraico.

Per il caso della banca israeliana l’attacco ha evocato inoltre la soppressione di parte della banca dati. Le azioni anti-israeliane su internet rispettano il consueto Modus Operandi del clan che ha infatti rivendicato la propria azione con il solito messaggio minaccioso :” Per troppo tempo, gli Anonymous si sono accontentati, come il resto del mondo, di guardare con disperazione il trattamento barbaro, brutale e miserabile del popolo palestinese da parte dell’esercito israeliano”. Come in tutti i precedenti attacchi un video contenente il messaggio di sfida è stato pubblicato e divulgato su YouTube. “Ma quando il governo israeliano ha minacciato pubblicamente di tagliare internet e tutte le altre fonti di comunicazione in entrata e in uscita da Gaza, hanno oltrepassato una linea”.

Il forum dei cyber attivisti contiene un file pubblicato nelle ultime ore che recita come sopravvivere con internet per gli abitanti della striscia di Gaza nel caso in cui le autorità israeliane cercassero di isolare il territorio palestinese dal resto del mondo occupando i siti telecom.

In nome della difesa dei diritti alla libertà di espressione e più globalmente nella lotta contro l’ingiustizia, gli Anonymous si mobilitano nel quado dei conflitti di natura diversa come fu per esempio con la primavera araba in Siria, in Egitto e in Libia, ricordiamo uno dei primi attacchi di Anonymous. Prosegue dunque la battaglia tra pedagogia e propaganda, tra una parte e l’altra. Per le operazioni militare l’esercito palestinese utilizza Twitter, You Tube. Facebook e Pinterest tra i più noti social network in rete per comunicare le proprie azioni e i propri obiettivi. Sostanzialmente tutti i mezzi sono efficaci per sensibilizzare l’opinione pubblica e la comunità internazionale senza dimenticare che nell’ombra qualcuno vigila sempre e medita di agire quando necessario, mantenendo fede al credo del clan degli Anonymous:

Noi siamo Anonymous.
Noi non dimentichiamo.
Noi non perdoniamo.
Aspettateci.

Manuel Giannantonio

19 novembre 2012

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