Trovare lavoro nell’era del web: Rysto, un progetto tutto made in Italy

Lavoro e studio, due attività che non sempre riescono a trovare il giusto equilibrio nella vita di molti studenti universitarie che per mantenersi da soli, senza chieder aiuto alle famiglie, cercano di trovare il giusto baricentro alla ricerca di quei lavori part-time non sempre facili da trovare.
È si non è cosa facile, anche per via del periodo di crisi, se non si usano i giusti mezzi, per questo motivo oggi vi parleremo di una start up tutta italiana che può aiutare in questo tipo di ricerche: Rysto.

Tutto è nato dall’idea di tre ragazzi che hanno deciso di unire le qualità di internet e dei social network con il mondo alberghiero e della ristorazione: il risultato è una piattaforma capace di mettere in contatto in modo semplice, intuitivo e chiaro chi offre e chi cerca lavoro, molto utile sia per chi cerca lavori a lungo termine sia per chi invece ha bisogno o cerca un lavoro anche di una sola sera. Rysto non è dedicato solamente agli studenti ma anche ai professionisti del settore.

Basta navigare per qualche minuto sul sito www.rysto.com per capire l’efficacia di questo servizio in grado di fornire in tempo reale, in base alla regione di interesse, i posti di lavoro offerti da imprenditori o gestori di ristoranti e alberghi, un servizio quindi utile anche a chi non studia e che sta riscontrando con il passare delle settimane sempre più successo.
Quest’oggi intervistiamo Massimo Fabrizio, uno dei tre ragazzi ideatori del progetto.

Quando e come vi è venuta l’idea di creare un servizio di questo tipo e da quanto tempo te e i tuoi soci (Jacopo Chirici e Valerio Castelli) vi state dedicando al progetto Rysto?

L’idea mi è venuta durante il mio percorso scolastico quando, per racimolare qualche soldo, facevo saltuariamente il cameriere in alcuni ristoranti a Roma.
Molto spesso però non potevo conciliare i miei impegni lavorativi con i miei impegni scolastici e dall’altra parte ho anche notato il problema che i gestori dei vari ristoranti avevano nel trovare personale qualificato localmente e in poco tempo. Anche se l’idea è stata viva da molto tempo il progetto è partito a pieno ritmo lo scorso Marzo, quando ho preso parte alla Start-up School “Mind the Bridge” dove abbiamo costituito il team.

 

Da quale parte d’Italia vi è il maggior numero di persone (sia per quanto riguarda l’offerta che la ricerca di lavoro) che sta aderendo alla vostra iniziativa?

Al momento, avendo lanciato la piattaforma da poco più di due settimane, abbiamo circoscritto il servizio solamente a 4 città italiane: Roma, Firenze; Milano e Venezia in modo da costituire una consistente user-base a livello geolocalizzato. Per adesso la città più attiva dal punto di vista delle iscrizioni è sicuramente Roma sia per quanto riguarda i lavoratori sia per quanto riguarda i gestori.

Quali sono le figure lavorative che vengono maggiormente richieste dai datori di lavoro?

Al momento abbiamo avuto un grande afflusso di camerieri sul nostro sito. Comunque dopo la partecipazione all’evento Taste of Roma siamo riusciti a diversificare le categorie di utenti in modo abbastanza consistente, ricevendo un alto numero di iscrizioni nella categoria degli chef, dei bartender e dei cuochi.

Quali sono gli obiettivi che volete raggiungere con Rysto e cosa pensi, più in generale, della situazione del mercato lavorativo italiano?

Noi abbiamo cominciato questa avventura con dei valori e con una visione di fondo: migliorare il management globale nella ristorazione e alberghiero informatizzando la gestione delle risorse umane in modo da fornire uno strumento che può essere utilizzato indistintamente da tutti coloro che orbitano nel settore. La nostra è una piattaforma che snellisce la distribuzione dei curricula e fornisce accessibilità a forza lavoro e lavori nel giro di secondi. Rysto è un punto di incontro fra domanda ed offerta di lavoro che avviene in real-time e in modo geolocalizzato. Vogliamo, con questo social network, apportare il nostro contributo ad un settore che ci ha sempre contraddistinto a livello mondiale migliorando l’esperienza qualitativa del servizio e migliorando la gestione in modo completo. Noi stiamo anche affrontando un tema che è fra i più caldi al momento, ovvero quello del lavoro. Purtroppo, per quello che ci riguarda direttamente, la situazione contrattualistica italiana è molto rigida e non consente operazioni di reclutamento in modo dinamico e veloce, cosa che in un settore come quello della ristorazione è essenziale. A livello più generale, la situazione italiana avrà sicuramente bisogno di riforme a livello strutturale poiché il costo del lavoro è eccessivo rispetto a tutti gli altri paesi europei e non solo.

 

Ringraziamo Massimo Fabrizio per l’intervista rilasciata a 2duerighe.com

Enrico Ferdinandi

23 settembre 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook