House $300: Vijai Govindarajan progetta una casa al costo di 300 dollari

“Oltre 70 milioni di persone – la popolazione del Regno Unito – vivono sui marciapiedi: vi sembra una cosa normale? Anche gli insetti e i ragni hanno una casa. La casa è un diritto umano. Una nazione che non può ospitare e curare il proprio popolo è un paese fallito. Non deve essere così. Le aziende, i governi e le ONG devono lavorare insieme per risolvere questo problema di portata mondiale”.

Queste le parole di Vijai Govindarajan, Professore di International Business e Direttore e Fondatore del Tuck’s Center for Global Leadership che ha si è aggiudicato il premio “Breakthrough Idea Award” della classifica dei più influenti guru viventi del pensiero manageriale moderno “Thinkers50” grazie alla sua rivoluzionaria idea: poter offrire una casa anche alle persone più pover con soli 300 dollari.

Avete capito bene, il suo progetto, avviato nel 2010, si chiama difatti “$300 house”, e prevede la possibilità di offrire un tetto anche ai più poveri. Il suo progetto in questi giorni è stato presentato nel corso di un workshop di 4 giorni in corso nel Darmouth College al quale parteciperanno designers, progettisti, ingegneri, operatori sanitari, business thinkers, studenti e membri di due comunità Haitiane: l’obiettivo sarà quello di scambiarsi competenze e idee e creare un prototipo unico di casa che possa adattarsi a aree rurali come a baraccopoli urbane densamente popolate. I primi progetti pilota saranno lanciati a Haiti, zona lo ricordiamo, nella quale c’è un gran bisogno di un’idea di questo tipo. Difatti dopo lo tsunami del 2010 la situazione è ancora grave e le persone vivono in condizioni di grande miseria, molte di loro non hanno una casa.
L’idea di Vijau Govindarajan è quella di costruire delle case standard composte da un’unica stanza dove grazie a delle separazioni mobili si possano creare gli giusti spazi di vita e dove vi sia anche basso costo e poco impatto ambientale, grazie ad un pannello solare, un filtro per l’acqua, una batteria, delle amache e delle sedie pieghevoli.
Un idea rivoluzionaria questa che se messa in atto potrebbe aiutare molte popolazioni in difficoltà come quella Haitiana.

Enrico Ferdinandi

30 gennaio 2012

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