Scandalo al Metropol Hotel di Mosca: i segreti incriminanti della Lega

Scandalo al Metropol Hotel di Mosca: i segreti incriminanti della Lega

Le domande legittime sulla Lega

Nell’autuno del 2017, dopo che erano stati bloccati i fondi della Lega, era legittimo chiedersi come il partito nordista avrebbe pagato la sua campagna elettorale. Era una possibile domanda che avrebbe potuto porsi qualsiasi cittadino realmente cosciente dei meccanismi della politica. Certamente, però, questa domanda non avrebbe ricevuto delle risposte, solo possibili allusioni, congetture che avrebbero portato soltanto delle ipotesi, da dimenticare in fretta. Come la Lega, che in quel momento era all’interno di una coalizione di centro-destra molto unita, avrebbe gestito il congelamento dei conti non è stato un problema dei media, troppo attenti a punzecchiare Salvini, a far clamore sui 49 milioni spariti, facendo, involontariamente, il suo gioco.

A distanza di due anni, tutti sappiamo quello che è successo. Le elezioni, alle quali la Lega ha partecipato con i conti congelati, hanno portato l’ex partito indipendentista al governo. In questo esecutivo il leader della Lega, Matteo Salvini, è stato eletto come Ministro dell’Interno e Vicempremier; da quel momento ha giocato una partita di scacchi con i propri alleati, i 5 stelle, devastandoli. Un anno dopo, infatti, alle elezioni europee i risultati si sono ribaltati. La Lega ha ottenuto il 34%.

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Nel corso di questi anni si è continuato a parlare dei fondi della Lega, finché lo scandalo dei 49 milioni di euro è divenuto di dominio pubblico. Come rivela Stefano Vergine, giornalista autore de “Il libro nero della Lega” (Laterza), il partito nel 2011 aveva un attivo di oltre 40 milioni evaporati nel corso degli anni, temendo che la magistratura li sequestrasse. Cosa che è avvenuta, ma la Guardia di Finanza di Genova, ha trovato solo 3 dei 49 milioni, che la Procura di Genova ha concesso alla Lega di restituire a rate in quasi 80 anni. Questi soldi erano stati ottenuti presentando da Bossi e Belsito falsi rendiconti, in tempi in cui si applicava ancora il finanziamento pubblico dei partiti.

Dunque, si comprende che tutto non è così pulito come si vuol far passare. Che seppure quei 49 milioni sono un artificio della gestione Bossi, sono soldi degli italiani che spettava alla Lega di Salvini di restituire. Invece quel denaro è stato speso, ancora altro denaro sottratto alle tasche degli italiani. Salvini poteva non spendere quegli sporchi soldi, oppure poteva costituirsi parte civile contro Bossi. No. Ma questa è un’altra storia che si avvicina senza dubbio a quella che stiamo per raccontare. Dunque, se era legittimo domandarsi nell’autunno di due anni fa come la Lega avrebbe pagato la propria campagna elettorale per le elezioni nazionali, era altrettanto ragionevole, nell’autunno del 2018, porsi la domanda di come avrebbe affrontato le spese per un grossa campagna elettorale in vista delle Europee.

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I partiti possono accettare finanziamenti da un singolo privato fino a 100.000 euro l’anno anche sotto elezioni. Sarebbe normale chiedersi come va avanti una macchina politica che ad oggi presenta un buco di 18 milioni di euro? Forse, una risposta a queste domande è arrivata, è bene dire forse perché le prove di cui disponiamo fanno riferimento ad un accordo tra la Lega e la Russia, ma tale patto non sarebbe poi maturato. A rivelare il file audio in cui viene discusso questo scandaloso tentativo di accordo è stata la testata americana online Buzzfeed

 

I Russi hanno sostenuto la Lega? Le scandalose registrazione del Metropol

Ora è nell’interesse di questo articolo chiarire cosa sarebbe effettivamente avvenuto all’hotel Metropol di Mosca, tralasciando ulteriori supposizioni ed ipotesi. E’ il 17 Ottobre 2018 Salvini è a Mosca per partecipare ad un convegno di alcuni imprenditori italiani. Sappiamo soltanto questo della sua visita in Russia in quei giorni, o meglio, ufficialmente siamo a conoscenza di ciò. Con lui a Mosca ci sono anche altri tre italiani, che nella mattina del 18 Ottobre incontrano all’hotel Metropol dei funzionari russi. Questi tre italiani sono Gianluca Maranda, Francesco Vannucci e Gianluca Savoini, assistente di lunga data di Matteo Salvini, a nome del quale sembrano dialogare con gli interlocutori russi.

Cosa c’è alla base di questo incontro? Un accordo assolutamente illegale. Nelle registrazioni diffuse dal sito Buzzfeed è possibile ascoltare di cosa si stesse trattando nella lussuosa hall dello storico hotel Metropol di Mosca. Savoini spiega con un inglese non certamente impeccabile ai russi quali sono i progetti della nuova Lega e di Matteo Salvini, che vuole cambiare l’Europa, facendola diventare un Europa pro Russia. Sulla stessa linea del leader del Carroccio in Europa si stanno muovendo altri leader nazionalisti, per cui l’Europa cambierà, dice Savoini.

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La conversazione con i russi dura circa un’ora e un quarto, si sente il mormorio delle altre persone presenti in sala, i passi dei camerieri, si sente tutto, anche il motivo concreto di quello incontro. La Russia vuole vendere 1,5 miliardi di dollari di petrolio all’Italia, concedendo alla Lega un eventuale 4% sui ricavi. Questo 4% attraverso degli intermediari finanziari sarebbe finito direttamente nelle casse del Carroccio che, in vista delle Europee, avrebbe avuto uno stringente bisogno di soldi. Tra il rumore provocato dalle tazze di caffè e qualche risata si continua a parlare di affari. Italiani e Russi si impegnano affinché l’accordo possa maturare serenamente e velocemente, senza intoppi di tipo burocratico o giudiziari. L’Italia avrebbe acquistato il petrolio, i Russi avrebbe girato 65 milioni di euro alla Lega, che a quel punto avrebbe continuato ardentemente la sua campagna pro Russia. Savoini afferma “Mosca è la terza Roma”. In questa frase si trova tutto il compiacimento di un personaggio che presiede l’associazione Lombardia-Russia e che nel 2016 aveva elaborato un piano di agevolmente per le aziende italiane che avessero delocalizzato in territori filorussi.

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Compiacimento che è lo stesso espresso dal Vicepremier e da altri esponenti politici del nazionalismo internazionale, tutti fedeli seguaci della Russia putiniana, tutti contrari alle sanzioni imposte dall’UE e favorevoli all’annessione della Crimea. E’ successo che Marin Le Pen sfruttasse un prestito di 11 milioni di euro da una banca russa o che il vicecancelliere austriaco, Heinz-Christian Strache, accettasse offerte di corruzione da una sedicente nipote di un oligarca russo, in realtà giornalista d’inchiesta. Ma che genere di legame può essere venuto a costituirsi tra la Lega e la Russia? Chi ha preso parte al colloquio e il ministro Salvini rispondono con fermezza “nessuno”. L’accordo non è mai stato concluso ci tengono a precisare i leghisti, ma la stessa trattativa rappresenterebbe un reato molto grave e, dal momento che si sono le registrazioni, è bene considerare che genere di implicazione può avere la Lega in questo scandalo.

Salvini era a Mosca in quei giorni, per caso? Probabilmente no, dal momento che durante il colloquio si fa riferimento ad un incontro della sera precedente, dove si suppone che Salvini avesse incontrato il viceministro russo, Koman. Ma è impossibile provare il coinvolgimento nella vicenda del leader e dei vertici della Lega, nonostante, senza dubbio, Savoini sia un uomo importante per Salvini e per la Lega; tant’è che compare nelle foto al fianco di Salvini in un incontro istituzionale bilaterale tenutosi con il ministro dell’Interno russo il 17 luglio 2018.

 

L’Espresso aveva già accennato tutto. Soltanto ora Buzzfeed pubblica il file audio, perché?

L’inchiesta era già stata aperta dal settimanale L’Espresso a Febbraio, quando in un editoriale si parlava di documenti che provassero questo misterioso incontro tenutosi a Mosca nell’hotel Metropol. Il 9 luglio Buzzfeed ha pubblicato le registrazioni in seguito alle quali Savoini è stato indagato per corruzione internazionale. Mentre si attendevano le parole dell’indagato, è stata identificata la seconda voce con quella di Gianluca Maranda ed il 16 Luglio è uscito allo scoperto Francesco Vannucci, il terzo italiano presente al colloquio. Il “nonno”, così viene chiamato Vannucci durante la registrazione, ha dichiarato: “lo scopo dell’incontro era perfettamente professionale e si è svolto nel rispetto dei canoni della deontologia commerciale. Non ci sono state situazioni diverse rispetto a quelle previste dalle normative che disciplinano i rapporti d’affari”.

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Certamente, anche un ignorante di diritto commerciale internazionali, può capire che Vannucci non dice la verità: basta ascoltare la registrazione, ascoltabili sul web o leggibili attraverso la trascrizione di BuzzFeed. Senz’altro, però, è necessario porsi altre domande, che si esulano da quelle rivolte contro la Lega e guardano questo avvenimento con l’ottica di una mossa politica globale. Se l’accordo non si perfezionò e si è diffusa l’incriminante registrazione, quelli che hanno incontrato i tre italiani erano uomini del Cremlino? E se si, perche avrebbero permesso la pubblicazione di quella registrazione? Forse Putin è deluso dai risultati che gli avevano promesso i sovranisti in Europa e c’è il suo zampino, più che quello dei servizi segreti di Washington, nello scandalo che ha travolto prima Strache e ora potrebbe frenare Salvini? Ci sono ancora molte tessere mancanti per cui si possa comporre un quadro definitivo della vicenda. La Lega, indubbiamente, è messa alle strette dall’azione informativa di BuzzFeed. Perché, se anche risulterà che l’affare non si è concluso, non è bello per gli occhi degli italiani vedere che un fedelissimo del loro ministro corrotto dai rubli (Savoini ha accompagnato Salvini in tutti i viaggi in Russia e la sua associazione Lombardia-Russia fa parte della Lega).

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Nel frattempo i 5 stelle cercano di recuperare posizioni; per la prima volta dopo le elezioni europee hanno avuto una boccata d’ossigeno, respirando e rincorrendo di nuovo il loro alleato nemico. Alle votazioni per la Presidente della Commissione UE, i grillini hanno votato la vincente Ursula von der Leyen, insieme al PD e a Forza Italia. C’è qualcosa che non va nel nostro esecutivo. Qualcosa che dovrà ancora cambiare. Per ora è difficile giudicare. Sicuramente questa vicenda accompagnerà i prossimi mesi di attività del governo  generando malumori e prese di posizione. Sarà un dossier centrale attorno a cui si costruirà il futuro immediatamente prossimo della politica italiana. Agli amanti della verità non resta che aspettare cosa accadrà, soprattutto se Buzzfeed pubblicherà altri documenti, che dice di avere in possesso.

 

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