Saint Laurent, Vaccarello consegna le chiavi della maison

Dopo dieci anni alla guida di Saint Laurent, Anthony Vaccarello lascia la direzione creativa della maison
francese. Che l’addio fosse vicino lo si era intuito già durante la sfilata del 29 settembre, l’ultima firmata
dallo stilista: sotto la Torre Eiffel, tra una scenografia dorata e Charlotte Gainsbourg che sul finale ha cantato in suo onore, l’atmosfera era già quella di un saluto.
A far nascere i sospetti erano state anche le parole del testo distribuito agli ospiti, che sembravano suggerire un addio: «Una luce risplende tanto più intensamente proprio perché sappiamo che non può essere trattenuta. Ciò che se ne va a volte lascia più luce di ciò che rimane». Poi, a sfilata conclusa, Vaccarello ha consegnato le chiavi della maison a suo figlio Luca, trasformando quello che sembrava un semplice spettacolo di moda in un momento di passaggio.
Belga di origini italiane, arrivato nel 2016, Vaccarello ha saputo costruire una propria identità all’interno di Saint Laurent. Ha raccolto l’eredità di una maison dalla storia importante senza rinunciare alla sua visione personale. Il suo lavoro si è concentrato soprattutto sulla sensualità, su un’eleganza decisa e su una femminilità forte, lontana da interpretazioni troppo romantiche. Il nero è diventato uno degli elementi centrali delle collezioni, insieme alle spalle marcate, ai blazer strutturati, alle silhouette essenziali e agli abiti corti. Pelle e trasparenze hanno completato un’immagine sexy e rigorosa, rimasta fedele a sé stessa stagione dopo stagione, tanto che le sue sfilate sono diventate tra le più attese della settimana della moda parigina.
La trasformazione non ha riguardato soltanto l’estetica. Sotto la direzione di Vaccarello, Saint Laurent ha registrato una crescita significativa del giro d’affari, passato da circa 1,2 miliardi di euro nel 2016 a 3,3 miliardi nel 2022. Negli anni successivi, tuttavia, il rallentamento del mercato del lusso ha coinvolto anche la maison: i ricavi si sono contratti nel 2024 e nel 2025, prima di mostrare segnali di stabilizzazione nel 2026.
L’impronta di Vaccarello, del resto, si è vista anche lontano dalle passerelle. I giubbotti di pelle oversize e gli abiti in stile lingerie che quest’estate hanno riempito le strade devono molto alle sue collezioni. Lo stesso vale per la scelta dei volti della maison, da Zoe Kravitz a Rosé delle Blackpink fino a Connor Storrie. La scommessa più ambiziosa, però, è stata Saint Laurent Productions. Nata nel 2023 per produrre e finanziare film d’autore, ha portato il marchio a lavorare con registi come Pedro Almodóvar, Paolo Sorrentino, Jim Jarmusch e David Cronenberg e a ritagliarsi uno spazio nei grandi festival. Accanto al cinema sono arrivati SL Babylone e SL Editions, progetti dedicati a fotografi, artisti e scrittori.
Commentando il lavoro dello stilista, Cédric Charbit, presidente e amministratore delegato di Saint Laurent, ha dichiarato: «Nel corso del suo mandato ha condotto Saint Laurent lungo una traiettoria di straordinario sviluppo, contribuendo ad affermarla ai massimi livelli in termini di desiderabilità e immagine, e realizzando un lavoro di assoluto rilievo sia sotto il profilo creativo sia per il suo impatto culturale».
Resta ora da capire chi raccoglierà la sua eredità. Per le collezioni femminili circola il nome di Chemena Kamali, attuale direttrice creativa di Chloé, che tra il 2016 e il 2023 aveva già lavorato da Saint Laurent proprio accanto a Vaccarello. Sarebbe una scelta di continuità, ma al momento non ci sono conferme. Per l’uomo, invece, non circola ancora alcun nome. Quanto allo stilista, il suo prossimo passo resta un’incognita. Le chiavi, intanto, sono già state consegnate.




