Manovra 2027, il governo fissa la cornice: energia, difesa, Irpef e giovani in cima alla lista

La prossima legge di bilancio parte da margini di spesa ancora limitati. Venerdì, a Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), il passaggio che precede la definizione vera e propria della manovra per il 2027, attesa alla Camera intorno al 20 ottobre. Le misure non sono ancora definite nei dettagli, ma il quadro dei conti indica già quali saranno i capitoli su cui si concentrerà il confronto nella maggioranza.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha richiamato alla prudenza, in un contesto in cui, ha detto, «fare previsioni è complicato». Il governo stima una crescita dell’1% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027. Quest’anno il deficit dovrebbe fermarsi al 2,9% del PIL, un risultato che permetterebbe di riportare il disavanzo sotto la soglia del 3% e di accompagnare l’Italia fuori dalla procedura per disavanzo eccessivo.
Una parte importante della manovra dipenderà dalla flessibilità concessa da Bruxelles per sicurezza ed energia. Il governo userà solo una parte del margine disponibile: 1,2 punti di PIL nel biennio 2027-2028, contro gli 1,5 possibili. Ogni anno arriveranno sette miliardi per la difesa e sette per il sistema energetico, circa 28 miliardi in tutto. Il Parlamento voterà lo scostamento il 13 ottobre.
I numeri, però, vanno letti tenendo conto delle regole europee: il disavanzo reale salirà al 3,4% nel 2027, ma nei conti europei queste spese non vengono considerate e il dato scende al 2,8%, per poi arrivare al 2,7% nel 2028.
Tra le misure fiscali, il tema più discusso è l’IRPEF, l’unico su cui al momento tutta la maggioranza è d’accordo. L’ipotesi è estendere l’aliquota del 33% alla fascia di reddito tra 50mila e 60mila euro, oggi tassata al 43%. Il risparmio massimo sarebbe di 1.000 euro l’anno, con un costo complessivo stimato in circa 3 miliardi. Il Dpfp però non stanzia risorse: lo sgravio andrà coperto nella manovra.
Anche i giovani sono tra le priorità del governo, l’obiettivo è rendere più conveniente l’ingresso nel mercato del lavoro e frenare la fuga all’estero dei laureati. La proposta principale è la “start tax“, un’imposta del 5% sugli aumenti di stipendio degli under 35, accompagnata da uno sgravio per le aziende che li concedono e dalla possibile proroga dell’esonero contributivo per chi assume giovani. Il costo stimato è di almeno un miliardo l’anno. Il governo valuta inoltre un libretto previdenziale da aprire alla nascita, con un primo versamento a carico dello Stato.
Le richieste dei partiti sono numerose. La Lega spinge per estendere la flat tax per gli autonomi fino a 100mila euro, Forza Italia punta sulla cedolare secca per gli affitti dei negozi, Fratelli d’Italia sulla detassazione delle tredicesime. Il loro ingresso in manovra dipenderà però dalle risorse che resteranno disponibili.
Più probabile il rafforzamento degli incentivi per la riqualificazione energetica: il governo punta a riportare l’Ecobonus al 65% per pompe di calore, fotovoltaico ed elettrificazione degli edifici. Senza interventi, dal 2027 le detrazioni scenderebbero fino al 30%. La misura potrebbe essere finanziata proprio con la flessibilità europea sull’energia.
Il capitolo più oneroso è quello delle pensioni. Con un’inflazione media stimata al 2,9% nel 2026, la Ragioneria generale dello Stato calcola che per rivalutare gli assegni l’anno prossimo serviranno oltre 10 miliardi, il doppio di quest’anno. La Lega insiste inoltre per consentire l’uscita a 64 anni anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, una misura da almeno un miliardo e mezzo l’anno.
Il calendario dei prossimi giorni lascia poco spazio ai rinvii. Il 9 ottobre l’Ecofin, il Consiglio che riunisce i ministri dell’Economia dei Paesi Ue, discuterà della flessibilità, entro il 15 il Documento programmatico di bilancio dovrà arrivare a Bruxelles e il 21 Eurostat diffonderà i dati sul deficit. Da qui alla fine dell’anno, però, sarà soprattutto il quadro delle risorse a decidere quali proposte potranno trovare spazio nella manovra.




