Cosa è un compleanno senza regalo?

Lui spegne le candeline, gli altri scartano il regalo. Il giorno del suo settantunesimo compleanno Papa Leone XIV ha reso noto di aver abrogato definitivamente il taglio delle retribuzioni del personale della Santa Sede disposto dal suo predecessore. Per i dipendenti interessati si torna così al sistema retributivo precedente alle misure introdotte durante la pandemia.
Con un Motu proprio firmato il 1° settembre, ma reso noto nel giorno del compleanno del Pontefice, Prevost ha abrogato la Lettera apostolica “Un futuro sostenibile”, emanata da Papa Francesco nel marzo 2021. Il provvedimento era nato in un momento di particolare difficoltà economica per il Vaticano, alle prese con gli effetti della pandemia di Covid-19 e con la necessità di contenere la spesa.
La decisione di Bergoglio era stata accompagnata da un principio preciso: in una situazione di crisi, chi ricopre i ruoli di maggiore responsabilità nella Chiesa avrebbe dovuto dare il buon esempio. Per questo erano state introdotte riduzioni delle retribuzioni differenziate a seconda del ruolo: del 10% ai cardinali, dell’8% ai superiori e ai dirigenti dei Dicasteri, del 3% agli ecclesiastici e religiosi in servizio presso la Santa Sede. Il provvedimento aveva inoltre sospeso la maturazione degli scatti biennali di anzianità.
Già nel giugno 2025, con il Rescriptum ex Audientia, Papa Leone aveva disposto la fine della decurtazione per gli ecclesiastici e i religiosi. Con il Motu proprio del 1° settembre viene invece cancellato l’impianto complessivo della precedente disciplina. Le retribuzioni tornano quindi ai livelli precedenti all’introduzione delle misure di contenimento. L’abrogazione non ha effetto retroattivo e non comporta il recupero delle somme che erano state decurtate negli anni precedenti.
Il Vaticano, il più piccolo Stato del mondo, conta complessivamente circa cinque mila dipendenti. Un indicatore delle dimensioni della spesa arriva dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA): nel 2025 l’ente ha destinato alla Curia romana un contributo di 22,7 milioni.
Sul tema delle retribuzioni non esistono dati ufficiali completi e pubblici. Le cifre che circolano sono quindi da considerare come stime. Secondo alcune ricostruzioni, i cardinali residenti in Vaticano percepirebbero tra i 4.500 e i 5.500 euro al mese, mentre per i vescovi si parlerebbe di circa 3.000-4.000 euro. Per i sacerdoti la cifra sarebbe intorno ai 1.200 euro mensili.
Il quadro economico resta comunque uno degli elementi centrali della gestione della Santa Sede. Nel 2021 Francesco aveva motivato la sua decisione proprio con la necessità di contenere i costi del personale e di garantire l’equilibrio tra entrate e uscite. Ora, superata la fase emergenziale che aveva portato all’austerity, Leone XIV sceglie di archiviare definitivamente quelle misure.
Il regalo, almeno per chi aveva visto ridursi la propria retribuzione, è arrivato. Quanto costerà alle casse vaticane resta più difficile da stabilire.




