Roma Urbe, il piccolo scalo di via Salaria diventa la porta della mobilità aerea regionale

L’aeroporto più antico della Capitale, inaugurato nel lontano 1928 con il nome di Aeroporto del Littorio, torna al centro dell’attenzione con il taglio del nastro del nuovo terminal passeggeri, avvenuto l’8 luglio alla presenza del vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, del presidente Enac Pierluigi Di Palma e dell’amministratore unico di Enac Servizi Marco Trombetti. L’intervento, costato circa 2,3 milioni di euro, segna soprattutto l’avvio ufficiale del progetto Regional Air Mobility, ideato dall’Enac attraverso la propria società in house per costruire una rete nazionale di collegamenti aerei a corto raggio integrata con gli altri sistemi di trasporto, con lo slogan scelto per l’occasione che parla di una rete che finalmente prende forma. Il nuovo terminal, pensato secondo la logica del city airport in cui mobilità, sicurezza e accessibilità si intrecciano con funzioni di interesse collettivo, ospita anche una lounge dedicata alla business aviation e punta a diventare un modello replicabile per gli altri scali territoriali gestiti dall’ente. I primi collegamenti commerciali dovrebbero decollare entro la fine dell’anno con velivoli di piccole dimensioni, tra i nove e i diciannove posti, capaci di raggiungere Fiumicino, Pescara, Fano, l’Isola d’Elba e Tortolì-Arbatax, mentre tra gli operatori che hanno già mostrato interesse per le nuove tratte figurano SkyAlps per i collegamenti ad ala fissa, AvioItaliana per i servizi in elicottero e Altair. Un elemento particolarmente innovativo riguarda la possibilità di operare anche in orario notturno grazie alla pista illuminata, caratteristica che renderà Roma Urbe l’hub naturale di una rete pensata per integrare rotte fisse e collegamenti elicotteristici, con l’obiettivo dichiarato di non competere con i grandi scali di Fiumicino e Ciampino ma di offrire un sistema complementare utile a viaggi d’affari, turismo e persino servizi di emergenza. Non mancano i dettagli più curiosi del progetto, come la possibilità per i passeggeri di viaggiare insieme ai propri animali domestici a bordo di vettori definiti pet friendly, e l’ipotesi di un servizio navetta in elicottero tra Fiumicino e Urbe per agevolare l’interscambio con i voli intercontinentali. Il piano complessivo prevede peraltro interventi ben più ampi sull’intera rete affidata a Enac Servizi, con finanziamenti destinati anche agli scali di Rieti, Siena, Capua, Pavullo nel Frignano, Milano Bresso e Viterbo, a testimonianza di un disegno che va oltre il singolo terminal romano e punta a ridisegnare la geografia della mobilità aerea di prossimità in tutto il paese.




