Da Pulp Fiction al West End: Tarantino debutta a teatro con Sacha Baron Cohen

Il conto alla rovescia per il decimo e ultimo film di Quentin Tarantino subisce una deviazione inaspettata, virando direttamente verso i prestigiosi palcoscenici del West End di Londra. Per la sua prima incursione nel mondo della drammaturgia, il cineasta di Knoxville ha scelto di firmare e dirigere The Popinjay Cavalier, una travolgente commedia di cappa e spada che vedrà come protagonista principale Sacha Baron Cohen, eclettico interprete celebre per il personaggio di Borat.
L’ambizioso progetto segna l’esordio assoluto di Tarantino come autore teatrale e promette di fondere il suo inconfondibile stile dialogico con l’energia del teatro d’avventura d’epoca.
Intrighi e travestimenti nell’Europa dell’Ottocento
Smentite le prime indiscrezioni che parlavano di una classica farsa britannica, The Popinjay Cavalier si presenta come un’opera ambientata nell’Europa degli anni Trenta dell’Ottocento. Il testo si ispira direttamente ai grandi racconti d’azione e cavalleria del passato, proponendosi come una dichiarazione d’amore verso il romanticismo scenico, ricca di equivoci, travestimenti e finzioni.
La produzione vedrà la collaborazione tra Sonia Friedman Productions e Sony Pictures Entertainment, con una prima messa in scena programmata per i primi mesi del 2027 in uno storico teatro del West End londinese ancora da annunciare. Per seguire da vicino ogni fase del lavoro, Tarantino ha annunciato il trasferimento temporaneo in Inghilterra con la propria famiglia, stimando un impegno totale che assorbirà tra i 18 e i 24 mesi di lavorazione. In caso di riscontro positivo di pubblico e critica, la produzione valuterà una successiva tournée, anche se il regista ha ironicamente ammesso che un eventuale insuccesso porrebbe fine rapidamente a questa parentesi scenica.
Il sodalizio con Sacha Baron Cohen e l’attesa per il decimo film
La scelta di affidare il ruolo principale a Sacha Baron Cohen rappresenta una novità assoluta: i due artisti non avevano mai collaborato in precedenza. La verve satirica dell’attore britannico appare ideale per incarnare lo spirito irriverente e brillante previsto dal testo tarantiniano.
Questo impegno sul fronte teatrale sposta inevitabilmente in avanti i tempi per l’atteso capitolo finale della sua carriera cinematografica; considerando i due film di Kill Bill come un’unica opera unitaria, il regista si trova attualmente a quota nove lungometraggi. Con la lavorazione di The Popinjay Cavalier destinata ad assorbire l’intero 2026 e parte del 2027, il ritorno dietro la macchina da presa non avverrà prima della seconda metà del 2028.
Negli ultimi anni Tarantino si è già cimentato con la scrittura di prosa, pubblicando nel 2021 la trasposizione narrativa di C’era una volta a Hollywood. Il suo legame con le atmosfere teatrali e gli spazi circoscritti era del resto già emerso chiaramente in opere cinematografiche claustrofobiche come The Hateful Eight, la cui struttura da camera richiamava direttamente i grandi classici della drammaturgia.




